Tu Chiamale Se Vuoi Emozioni
E Vinci Duecentomila Dollari!
Mada Alfinito 07/07/2024 0
Su Netflix c’è un reality dove cinque bellissimi ragazzi e cinque incredibili ragazze vengono mandati su un’isola tropicale dove trascorreranno un’estate da sogno. In ogni stagione gli autori selezionano, tra i partecipanti al casting, i dieci single più allergici alle relazioni di coppia di sempre. Ai provini viene detto a tutti che, coloro che saranno selezionati, parteciperanno ad un reality show in cui potranno conoscere altri single altrettanto allergici alle relazioni con cui potranno dare libero sfogo alle proprie pulsioni.
Il primo giorno del reality i ragazzi e le ragazze approdano sulla magnifica isola eccitati ed entusiasti per l’esperienza che stanno per vivere. Non sanno, però, che in meno di 24 ore una Intelligenza Artificiale con le sembianze di un cono di plastica dirà loro che il reality per cui hanno fatto i provini non è mai esistito e che faranno parte, invece, di un altro show in cui per tutto il tempo che saranno sull’isola sarà loro vietato ogni tipo di contatto sessuale, persino baci. Lo scopo di questa castità assoluta è imparare a costruire legami emotivi e a sviluppare empatia andando oltre la semplice e fugace attrazione fisica, e il gravoso compito sarà affidato proprio a coloro che sono stati selezionati per la forte propensione a fuggire dalle relazioni e a preferire l’amore-usa-e-getta all’amore-per-sempre.
Sto parlando del reality show Too Hot To Handle.
La castità è un concetto obsoleto ma non di certo sconosciuto. Le più grandi religioni, come ad esempio il Cattolicesimo, hanno predicato sin dalla fondazione del culto l’importanza della castità come requisito imprescindibile per accogliere Dio nel cuore. Con la secolarizzazione della religione[1] la castità, insieme a dogmi e principi di molti altri culti, è stata considerata superata e incompatibile con la modernità, che di idee coercitive e vincolanti proprio non ne vuole sapere. E così, mentre la stragrande maggioranza delle persone rifiuta l’idea di vedere limitata la propria espansione sessuale, nel 2019 un piccolo cono di plastica dotato di Intelligenza (Artificiale-che nel 2024 fa anche cosi cool!) rimette in discussione ciò in cui fino ad oggi avevamo creduto.

Ma com'è possibile che la castità, tanto disprezzata, temuta e derisa, sia diventata d’improvviso sexy? Tutte le opinioni si possono rivedere, se in palio c’è un montepremi di 200.000 mila dollari! Del resto, non aveva detto qualcuno che "solo gli stupidi non cambiano idea?"[2]
Lana (che è il nome di questa Intelligenza Artificiale) ha un’idea molto chiara di come indurrà i partecipanti a rispettare le regole del ritiro: ad ogni infrazione commessa sarà detratto dal montepremi finale una cospicua somma di denaro. L’egoismo del singolo che non rispetta le regole danneggia tutto il gruppo che vede così diminuire drasticamente il montepremi. La rabbia dei compagni induce la coppia ribelle a provare un profondo senso di colpa per 'aver peccato' ma la vita, che "non è altro che un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia"[3], va avanti e anche le lacrime più amare svaniscono di fronte alla prospettiva di commettere una nuova irresistibile infrazione.
Il piccolo cono, però, è astuto ed è consapevole che proibire a qualcuno di commettere un’azione, in realtà, lo spinge ancor di più verso la tentazione. Oscar Wilde ci aveva avvisati: "So resistere a tutto, tranne che alla tentazioni."[4] E così, per limitare i danni e dare l’opportunità alle coppie costituitesi di creare un legame emotivamente sincero, la produzione dello show impone delle sfide per provare la solidità del loro legame e organizza dei laboratori guidati da coach esperti in relazioni interpersonali grazie ai quali i partecipanti esploreranno le loro emozioni e impareranno a comunicare i propri sentimenti.
Ed è proprio questo l’ingrediente che ha reso uno show così altamente trash, un emotional soft porn popolare (condito da una buona dose di cringe). Nel ventunesimo secolo, infatti, la ipersessualizzazione dei corpi maschili e femminili e l’esaltazione delle forme riprese da tutte le angolazioni possibili, forse, non basta più ad attirare l’attenzione del pubblico. C’è bisogno di qualcos’altro (si spera).
Che cos’è che manca quando scrolliamo annoiati le home page dei social? Cosa c’è dietro le facce un po’ provocanti e un po’ malinconiche delle foto profilo degli utenti delle app di incontri? Cosa cerchiamo quando raccontiamo a noi stessi che vogliamo conoscere gente solo per divertirci e poi restiamo delusi dal ghosting, dall’orbiting, dall’hoovering[5], dal disagio e dal fatto che dietro a queste parole così virali, semplicemente, c’è gente annoiata a cui "non piaci abbastanza"?[6] A cos’è che pensiamo prima di dormire quando tutto il mondo fuori sembra essere così straordinariamente felicemente in coppia e noi ancora in cerca dell’anima gemella?

"Tu chiamale, se vuoi, emozioni"[7] cantava Battisti. Quelle emozioni romantiche e intense che tanto cerchiamo nei romanzi di Jane Austen, nelle serie tv in costume, nelle commedie americane, nei film dei supereroi della Marvel e così ostinatamente persino nei romanzi noir e nei film dell’orrore. In quanti ammetteranno che l’unica cosa di cui ci importava davvero mentre IT Pagliaccio[8] tentava di uccidere decine di persone a causa dei suoi complessi irrisolti per aver scambiato il fondotinta Rare Beauty di Selena Gomez con il cerone bianco waterproof, era che Beverly finalmente si accorgesse dei sentimenti che Ben da sempre nutriva per lei?
Ma le emozioni, pur intensificando l’attrazione fisica, non bastano per far sì che l’alchimia dei corpi duri nel tempo. Ad un certo punto, qualcos’altro deve entrare in gioco se vogliamo costruire una vera e propria relazione, e quest’ultima può trovare la sue fondamenta solo nei sentimenti.
I sentimenti, al contrario delle emozioni e dell’attrazione fisica, non svaniscono una volta che ci si è abituati allo stimolo ricevuto dall’interazione con l’altro. I sentimenti arrivano con il tempo, vivendo insieme esperienze, parlando di ciò che accade dentro e fuori di noi, mettendo a nudo le proprie fragilità. I sentimenti sono il frutto di un investimento emotivo che facciamo nella coppia e che si traduce in azioni concrete che sono volte a fare il bene dell’altro ogni giorno. Perché l’amore non può essere fatto solo di parole: si dimostra con la propria presenza e la propria disponibilità emotiva.
I sentimenti sono quel qualcosa che ci fa dire in mezzo a centinaia di persone che ce n’è una che per noi è speciale, diversa dalle altre. Ed è diversa non perché abbia necessariamente un aspetto fisico straordinario o degli incredibili talenti, ma perché per quella persona abbiamo voglia di investire tempo ed energie, metterci in gioco, superare i nostri limiti per essere felici in due. "Will you still love me when I’m no longer young and beautiful?" Cantava Lana del Rey nella colonna sonora de 'Il Grande Gatsby[9].
I sentimenti, però, non possono essere forzati e non si possono provare con tutti. Ci sono moltissime coppie povere di sentimenti che non lo ammetteranno mai per paura di perdere le proprie sicurezze o la paura del conflitto. Trovare l’anima gemella vuol dire essere emotivamente aperti e disponibili verso gli altri, ma soprattutto essere onesti, pazienti e amorevoli con sé stessi: cosa proviamo, dove siamo, in cosa speriamo? Cos’è che ci muove: la paura, la noia, un passato irrisolto, la solitudine?
Al termine del ritiro di Too Hot To Handle, la coppia o il singolo che avrà dimostrato più di tutti di essere maturato dal punto di vista affettivo porterà a casa quel che resta (se resta) del montepremi e potrà iniziare una nuova vita da adulto emotivamente consapevole pronto a costruire relazioni solide e durature.
Sappiamo bene che per cambiare un’abitudine o un comportamento radicato non basta certamente un’estate o uno show televisivo in cui tutto viene filtrato in modo da risultare attraente per il pubblico. Ma quando le telecamere sull’isola si spengono e anche noi, stanchi, spegniamo l’abat jour accanto al letto dopo una intensa giornata, resta la voglia e la speranza di non essere soltanto il numero nella rubrica di qualcuno che cerca la nostra compagnia per nutrire il proprio ego, ma che dietro ai messaggi scambiati e ai momenti condivisi ci sia qualcuno a cui piaci, "così come sei."[10]

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Note:
[1] Nel linguaggio teologico moderno, il fenomeno per il quale la società si allontana da schemi, usi e costumi tradizionali, nonché da posizioni dogmatiche e aprioristiche, spec. in campo religioso (fonte: google.com).
[2] Questa citazione è attribuita online a diversi autori ma non è chiaro chi sia stato effettivamente a dirlo per primo. Tra i vari autori menzionati online ci sono Einstein, Confucio e Lowell.
[3] "La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l'intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia." Arthur Schopenhauer (1788-1860).
[4] Oscar Wilde (1854-1900).
[5] Ghosting: "Comportamento di chi decide di interrompere bruscamente una relazione sentimentale e di scomparire dalla vita del partner, rendendosi irreperibile" (definizione di Treccani.it). Per approfindimenti vedi anche il mio articolo Accondiscendere e poi Sparire. Il ghosting è l’ultima frontiera delle relazioni (in)umane che consacra il nostro ineluttabile destino di acchiappa fantasmi.
Orbiting: "L'orbiting è caratterizzato dalla costante presenza online dell'altra persona, nonostante la mancanza di coinvolgimento reale nella relazione. L'orbiter continua a commentare, mettere like o visualizzare i contenuti online, ma evita interazioni significative nella vita reale" (Tratto da un articolo interessante di Santagostino Psiche)
Hoovering: "L'hoovering è un metodo di manipolazione che mira a trascinare gli individui in cicli di relazioni nocive. Il termine 'hoovering' non è stato scelto a caso: fa riferimento a Hoover, un famoso produttore di aspirapolveri, e simboleggia l'atto di 'aspirare' le persone in queste dinamiche tossiche" (Tratto da un articolo del sito Istituto Europeo di Psicologia Positiva).
[6] La Verità è Che Non Gli Piaci Abbastanza, diretto da Ken Kwapis (2009).
[7] "E prendere a pugni un uomo solo perché è stato un po' scortese, Sapendo che quel che brucia non son le offese. E chiudere gli occhi per fermare qualcosa che e dentro me ma nella mente tua non c'è. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni" (Tu Chiamale Se Vuoi Emozioni - Lucio Battisti, 1970).
[8] IT, Stephen King (1986).
[9] Young and Beautiful, Lana del Rey (2013). Il grande Gatsby, film diretto da Baz Luhrmann (2013) tratto dall'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald (1925).
[10] L'incredibile dichiarazione di Mark Darcy nel Diario di Bridget Jones , diretto da Sharon Maguire (2001). Il fotogramma tratto dal Diario di Bridget Jones è preso dal sito Il Diario delle Lizzies
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Mada Alfinito 31/10/2017
Test: Sei Co-Dipendente?
Qui di seguito riporto alcuni tratti comportamentali che sono tipici di una donna o di un uomo co-dipendenti. Segnate su di un foglio quali sono i tratti che vi corrispondono. Maggiore è il numero di comportamenti nei quali vi ritrovate, maggiore è la possibilità che siate co-dipendenti. Per avere conferma del vostro disagio, come sempre, vi consiglio di rivolgervi ad un counselor, uno psicologo o uno psicoterapueta che via aiutino professionalmente nella diagnosi e nell'eventuale recupero. Prima di fare il test è opportuno rileggere l'articolo che ho pubblicato precedentemente a questo: "Cos'è la Co-Dipendenza?" Lo trovate nella categoria 'Dipendenza Affettiva e Recupero'.
Iniziate il test:
- Nascondete o occultate i cattivi comportamenti della persona dipendente con cui vi state relazionando;
- Proteggete la persona dipendente con cui vi relazionate dalle conseguenze dei suoi comportamenti;
- Negate l'evidenza (su ciò che gli/le riguarda);
- Trovate alibi, scuse e giustificazioni dei suoi comportamenti davanti agli altri;
- Vi sentite responsabili per i comportamenti della persona dipendente;
- Nei riguardi dei comportamenti della persona dipendente vi mostrate molto critci e moralisti;
- Fate continuamente tentativi per spingere la persona dipendente ad affrontare i suoi problemi;
- Vi sentite superiori nei confronti della persona dipendente con cui avete a che fare;
- Sottovalutate il comportamento del dipendente;
-A causa della persona dipendente con cui vi relazionate, diffidate delle persone estranee alla vostra famiglia (oppure estranee alla vostra relazione, N.d.T.);
- Razionalizzate il comportamento del dipendente;
- Pensate ossessivamente ai problemi del dipendente e ci fantasticate sopra;
- Credete che se la persona dipendente cambiasse, tutti i problemi svanirebbero;
- Minacciate il soggetto dipendente per ottenere che lui/lei vi faccia delle promesse oppure cercate di estorcergliele;
- Attuate delle strategie per controllare l'attività sessuale del dipendente;
- Fate dei tentativi per sorprendere il dipendente in flagrante;
- Utilizzate comportamenti sessuali nei riguardi della persona dipendente con cui vi relazionate per prevenire che lui/lei abbiano comportamenti sessuali con altri;
- Avete sbalzi di umore molto forti dall'alto al basso;
- Avete una lunga lista di risentimenti e malcontento nei confronti della persona dipendente;
- Sentite senso di colpa e depressione;
- Avete perso le vostre amicizie;
- Il senso di orgoglio per la vostra famiglia si è ormai deteriorato;
- Avete fatto dei patti segreti con gli altri membri della famiglia;
- Non vi fidate più gli uni degli altri all'interno del vostro nucleo familiare;
- Avete perso autostima e il rispetto per voi stessi;
- Dubitate sempre più di voi stessi e avete paura;
- Vi sentite unici al mondo nel disagio che provate;
- Trascurate attività spirituali, come la preghiera o la meditazione;
- Fate sogni insoliti;
- Avete cambiato i vostri schemi del sonno e del cibo;
- A causa dello stress procuratovi dalla dipendenza fate incidenti, vi ammalate e vi ferite;
- Perdete tempo al lavoro;
- La vostra abilità al lavoro e la vostra operatività sono diminuite;
- Avete tentato il suicidio oppure avete pensato di farlo;
- Provate a controllare le uscite economiche della famiglia ma non risucite a tenerne il controllo;
- I vostri problemi finanziari sono in aumento;
- Vi fate carico dei doveri e delle responsabilità della persona dipendente con lo scopo di rendere "normale" lo scorrere della vita familiare;
- Vi prodigate eccessivamente al lavoro o in attività da svolgere fuori dalla vostra casa;
- Vi ritrovate a commettere azioni degradanti per voi stessi che abbattono la vostra dignità di persone.
Per rendere la vostra riflessione ancora più accurata potete scrivere più esempi che potete di situazioni in cui vi siete trovati a agire come nei tratti comportamentali sopra descritti.
Questo test potete trovarlo nel libro "Out of the Shadow: Understanding Sexual Addiction" scritto dal dottor Patrick Carnes. Questo libro ha anche l'edizione italiana con il titolo : 'Fuori dall'Ombra'. Il test che vi ho proposto l'ho tradotto io personalmente dall'inglese all'italiano leggendolo nel libro in lingua originale. Per domande o delucidazioni a riguardo, lasciate un commento.
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Mada Alfinito 08/11/2017
Il Turismo Sentimentale è un Viaggio Scomodo
La tendenza a cambiare frequentemente partner senza mai riuscire a consolidare una relazione nel lungo periodo non sempre è indice di spensieratezza e di voglia di godere delle gioie dell'amore. Al contrario, numerose persone che si riconoscono in questo atteggiamento, con il tempo, percepiscono che qualcosa in questo loro modo di gesitre i rapporti li fa sentire inappagati. Cambiare partner come se ci si cambiasse d'abito sembra essere per molti la cosa più naturale del mondo fino a quando non ci si rende conto che questo comportamento inizia ad interferire con la serena gestione del quotidiano e lascia un senso di sconforto e delusione al termine di ogni rendez-vous. Sto parlando del turismo sentimentale.
Bisogna fare attenzione a distinguere il turismo sessuale dal turismo sentimentale. Sono due fenomeni ben diversi. Il primo è sicuramente quello più famoso e su cui si discute moltissimo e consiste nell'intraprendere un viaggio con lo scopo di andare in un paese dove sia possibile incontrare persone con cui fare sesso ad un buon prezzo. Questo fenomeno, che vede partire ogni anno sia uomini che donne, è legato quindi alla prostituzione (esatto: è un luogo comune il fatto che solo gli uomini fruiscano di questo tipo di attività illecita). Di solito, sono le persone che vivono in paesi benestanti ad andare in paesi più poveri in quanto, in determinati posti, è più facile reperire sesso a buon mercato senza conseguenze legali. Inoltre, andare in paesi solitamente poco accessibili come il Kenia, il Bangladesh, la Thailandia e molti altri, ha sicuramente il beneficio di annullare il pericolo di essere riconosciuti e scoperti, cosa che invece potrebbe accadere nella città o nel Paese in cui si vive.
Quando si parla di turismo sentimentale, il concetto di viaggio implicito nel termine è una metafora: partendo dall'assunto che l'amore e la vita di coppia siano (o almeno dovrebbero essere) un meraviglioso viaggio che ci porta nei luoghi più misteriosi ed incredibili del nostro essere, il turismo sentimentale è l'arte di rimpiazzare un partner con altro in maniera molto rapida, garantendo a chi lo pratica di provare costantemente quella sensazione di avventura ed esaltazione che generalmente scaturisce dai primi incontri amorosi con una persona con cui si è coinvolti da poco tempo.
Il turismo sentimentale può essere vissuto in svariati modi: spesso assume connotazioni sessuali ma ciò è solo una delle modalità possibili attraverso cui questo comportamento disfunzionale si esprime. Infatti, non occorre che intratteniate rapporti sessuali completi con tutti/tutte i/le partner con cui interagite. Semplici e platonici gesti come flirtare con le parole e con la comunicazione non verbale oppure piccoli gesti come tenersi la mano, abbracciarsi, baciarsi, darsi carezze o fare del petting con partner che cambiano ciclicamente vi rendono già turisti sentimentali.
Non è la durata del vostro flirt che decreterà se siete o no turisti sentimentali (può capitare a tutti, infatti, di vivere qualche volta una fugace avventura) ma la frequenza con cui puntate una preda, la azzannate, vi divertite e poi... avanti il prossimo/la prossima! Infatti, che sia un giorno o che sia un mese, se la vostra mini storia volge al termine e tendete a rimpiazzarla subito dopo poco con un'altra e poi un'altra e un'altra ancora, allora siete davvero turisti! Non importa nemmeno se in un anno abbiate 100 storie o solo 5: se vi ositinate a saltare di parter in parter continuamente, è quasi certo che questa tendenza sia parte di voi.

Avete presente un'ape che alla luce di un bel sole di primavera ogni mattina esce dal suo alveare e va di fiore in fiore a cercare polline? Ecco, così è il turista sentimentale il quale, volando di fiore in fiore, cerca continuamente nutrimento emotivo. La maggior parte della gente non è consapevole che questo atteggiamento sia una conseguenza delle proprie difficoltà affettive e questo non-sapere deriva molto spesso dallo stile di vita che abbiamo appreso nel luogo in cui viviamo e dalla nostra storia personale. Siamo figli della attuale società del consumo, la quale ripone nella modalità-usa-e-getta le sue speranze per l'avvenire, anche nel caso dell'appagamento emotivo e sessuale.
Oggi appare una cosa del tutto naturale cambiare partner una volta che ci si è stufati del precedente senza dare una seconda possibilità al rapporto. Non siamo più immersi, come in passato, in un tipo di società in cui si era costretti a sposare l'unico partner con cui si intratteneva una conoscenza (anche superficiale) perché obbligati dai condizionamenti delle rispettive famiglie e del proprio status sociale. è quindi davvero una fortuna che oggi si possa decidere con il proprio arbitrio chi sposare o frequentare. Il problema allora è: proprio perché non esistono più certi tipi di obblighi (se non in qualche tipo di società specifica) e ci si può prendere tutto il tempo che ci occorre per consocere e scoprire l'altro, ha davvero senso cambiare partner continuamente?
Il turismo sentimentale non è un gioco amoroso che ha come scopo la semplice ricerca del piacere (emotivo, sessuale o entrambi) ma è una vera e propria compulsione (Carnes, 1983)[1]. La persona che lo pratica non riesce a stare da sola. Idealizza il partner appena conosciuto e crede che lui/lei le fornirà l'appagamento che tanto cerca. Magari, inizialmente, non ha nemmeno l'intenzione di scaricare l'altro e crederà che: "finalmente è la volta buona!" eppure, ad un certo punto, si farà avanti l'inquietudine che la spingerà ad abbandonare la preda provando poi una grande frustrazione vedendosi per l'ennesima volta incapace di instaurare una relazione profonda con qualcuno. Il senso di frustrazione porterà, allora, questo soggetto a cercare un nuovo rifornimento emotivo per lenire il senso di disagio che sente e così il pattern (cioè lo schema) comportamentale si ripeterà come in un loop.

Come ho già detto, tutto ciò è probabilmente anche sintomo del modo in cui abbiamo imparato a vivere nell'attuale società consumistica. La maggior parte degli oggetti che compriamo vengono fabbricati con materiali che destinano il prodotto a durare non più di 2 o 3 anni (è l'esempio dei cellulari e degli elettrodomestici), poco importa se l'oggetto in questione venga trattato con cura maniacale. La regola d'oro è il ricambio. Questa stretegia di mercato ha lo scopo di aumentare la domanda e l'offerta dei beni in modo tale che la moneta circoli molto più velocemente favorendo (o almeno questa era l'idea iniziale) l'economia. Ormai, nessuno di noi perde più del tempo a riparare un oggetto quando si rompe perché ripararlo ha costi più alti (sia economici che di tempo) rispetto al comprarne uno nuovo.
Il turista sentimentale non vuole sprecare il proprio tempo a conoscere nel profondo la persona con cui ha iniziato da poco un rapporto. Lui o lei hanno fondamentalmente paura di legarsi, paura di soffrire e soprattuto di vedere loro stessi attraverso gli occhi dell'altro. Scrive Enrico Maria Secci[2]:
"Ecco i turisti sentimentali: i delusi, gli sconfortati, quelli che pretendevano un sogno e che, invece, si annoiano a morte; quelli che hanno paura di tutto o, semplicemente, non hanno voglia di confrontarsi con le diversità per trovare la propria e conciliarla con un altro cuore."
Per questi soggetti, è meglio allontanare una persona con cui stanno bene e per cui provano attrazione, piuttosto che cercare di andare a fondo nel rapporto e assumersi il gravoso compito di guardasi dentro e scoprire di non essere poi così speciali e perfetti come vorrebbero illusoriamente essere o far credere agli altri di essere. Meglio non guardare e voltare la faccia dall'altra parte aspettando che arrivi la prossima persona che faccia di nuovo vivere loro l'illusione della pienezza di un sentimento narcisistico che non potrà mai essere appagato.
Nel meraviglioso libro Il Piccolo Principe[3] di Antoine De Saint-Exupéry c'è una frase:
"è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
è l'impegno che dedichiamo ad un'altra persona che rende quella persona così speciale ai nostri occhi e ci migliora come uomini e come donne. Il turismo sentimentale è un viaggio scomodo e la quantità dei compagni o delle compagne che ci si porta dietro non implica un aumento della qualità della percorrenza.
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Note
1 P. Carnes, Out of The Shadows: Understanding Sexual Addiction, 1983;
2 Blog Therapy di Enrico Maria Secci: http://www.enricomariasecci.it/2019/07/10/psicologia-e-vacanze-sei-un-turista-o-un-viaggiatore/
3 Antoine de Saint-Exupéry (1943), Il piccolo principe, p. 98, ed. Tascabili Bompiani/RCS S.p.A. (2012).
Mada Alfinito 24/09/2017
Gli uomini preferiscono le stronze
Mi trovavo alla stazione centrale di Napoli. Aspettavo che i miei amici venissero a prendermi per andare a visitare le meraviglie della Napoli sotterranea(1).

Ero in compagnia di due amici che avevano viaggiato insieme a me da Salerno e, mentre attendevamo che gli altri arrivassero, entrammo nella grande libreria della stazione. In preda all’estasi e alla soddisfazione che solo la visione di un posto strapieno di libri può dare, mi sono distaccata da loro e ho iniziato a vagare da sola nella grande libreria in cerca di qualcosa che potesse conquistarmi. Mi sono ritrovata così nel settore ‘psicologia’, seguito poi da quello ‘filosofia’ (che volete farci, deformazione professionale!) a cercare qualche stimolo interessante per uno dei miei workshop. Leggendo i diversi titoli che mi si paravano innanzi mi colpì questo:
"Gli uomini preferiscono le stronze"
La copertina dal rosso portante e le labbra tinte di rossetto di una donna che succhia sensualmente un lecca lecca mi fece sorridere, oltre che incuriosire. Questa immagine stona ironicamente con il contenuto del libro ma non è solo una provocazione: è un'ottima mossa di marketing e faccio i miei complimenti a chi l’ha realizzata. Ammetto che, lì per lì, nonostante l'idea mi fosse piaciuta, il mio pregiudizio si fece prepotentemente avanti e iniziai a sfogliare il libro con la convinzione che quello fosse l'ennesimo trattato pseudo femminista post-moderno che proponeva a donne disperate l'elisir dell'amore in pochi stereotipati concetti. Stavo quindi per riporre il libro sullo scaffale senza approfondire. Non so se fu il caso o la semplice curiosità per qualcosa che ritenevo a priori potenzialmente trash, ma iniziai a sfogliarlo leggendo qualche concetto sparso qua e là.
Notai che in appendice al libro, l'autrice aveva inserito una lista di ciò che aveva chiamato ‘le 100 leggi del fascino di Sherry’. Leggere il mero elenco delle regole di Sherry decontestaulizzate dai paragrafi nei quali sono inserite può provocare in moltissime donne reazioni di pathos intense. La 21° legge per esempio afferma:
"Se un uomo deve aspettare prima di andare a letto con una donna, non solo la considererà più bella, ma avrà anche il tempo per apprezzarla meglio."
A quel punto mi sono immaginata la versione al femminile della scena biblica del giudizio universale che si trova in Matteo 25, 31-46. Il popolo femminile è diviso in due: da una parte ci sono le donne moderate che guadagneranno il Paradiso e dall’altra le ribelli che meriteranno l’inferno. Tra quelle candidate all’inferno (dalla società e dalle istituzioni più conservatrici) ci sono le femministe emancipate ed estremiste, quelle che gridano al maschilismo e al patriarcato ogni volta che la libertà sessuale della donna viene messa in discussione. Per dirla in breve: ‘libera vagina in libero stato’. Per queste donne iraconde e infuocate: “Una donna non può essere considerata una poco di buono se va a letto con un uomo al primo appuntamento! E nemmeno al secondo!” Dall'altra parte della divisione apocalittica ci sono le donne angelicate: quelle remissive e sottomesse ad ogni respiro del proprio partner. Apparentemente sovrastimate dagli uomini che non vogliono problemi e tanto amate da Dante e Petrarca, vivono costantemente in preda al pessimismo cosmico sentimentale in cui il loro ruolo di martiri d'amore le ha scaraventante. Sono quelle che leggendo l’affermazione della Argov sghignazzano in maniera composta e maliziosa: “L’ho sempre detto io! Visto che non sono bigotta come molte pensano?” Sono queste le vincitrici morali dell’amore, quelle che hanno visto l’uomo che amavano andar via da loro per una che avevano etichettato come quella buona solo per una notte. Sono queste le proclamatrici del: “L’avevo detto io che era solo una sgualdrina” e: “Prima o poi lui la mollerà per tornare da me”.
Ok donne. Stiamo ironizzando. Ma è un dato di fatto che le donne entrano in competizione fino ad odiarsi profondamente quando c’è di mezzo un uomo. In questo andazzo generale che vede le donne come la specie meno unita dall’inizio della creazione, ciò che rende il libro di Sharry Argov intelligente e utile è il fatto che lei sia riuscita a fare ciò che poche donne oggi sanno fare: stare nel mezzo. Che non vuol dire non saper decidere o farlo solo in base alla comodità delle circostanze, ma semplicemente porsi per un po’ come mediatrice tra il mondo maschile e femminile facendo capire alle donne di essere tutte nella stessa barca e che nessuno stereotipo o estremizzazione porta a risultati positivi in amore (così come nella vita in generale). L’autrice ha intervistato centinaia di uomini di tutte le età, dai 20 ai 70 anni, e, cosa più incredibile e scandalosa per noi donne, lei li ha A S C O L T A T I. Senza replicare o voler aver ragione a tutti i costi. Finalmente una donna si è posta in ascolto di un uomo con fiducia senza voler avere l’ultima parola. Sì perché lo stereotipo della donna che non riesce a trovare mai un uomo che l'ascolti forse è davvero ancora troppo radicato nella nostra società nonostante il progresso vantato. Sherry Argov ha davvero parlato con centinaia di uomini e ne ha offerto in questo modo alle donne una nuova immagine: la maggior parte di loro non solo ha dimostrato di essere senziente e di possedere un cervello che non ragiona soltanto in base alle pulsioni sessuali, ma hanno anche mostrato di essere capaci di provare emozioni ed esprimere sentimenti.
Con ironia e sfrontatezza, l'autrice ripercorre i tanti errori comuni che sono entrati nella storia sentimentale di ogni donna, errori apparentemente banali ma che hanno inflitto letali colpi alla loro autostima, errori incessantemente quotidiani che hanno dato vita a capolavori di sfacciata ironia e immensa solitudine come il diario di Bridget Jones (amato anche da me!). Questo libro è la morte degli stereotipi che la maggior parte di noi donne ha sugli uomini, sul sesso e sulle relazioni amorose. Le dichiarazioni rilasciate dagli uomini intervistati mantenendo il proprio anonimato, possono aiutare a capire dove ognuna di noi ha sbagliato per anni nel modo di rapportarsi all’altro sesso donandoci la speranza che potremo trovare una relazione sana e felice usando semplicemente un po' di intelligenza e razionalità al momento giusto piuttosto che fare mesi o anni di psicoterapia a seguito dell’incontro con l’ennesimo uomo che ci ha tradite o scaricate. Lungi dall’affermare che gli uomini siano tutti dei santi, semplicemente questo libro riporta a ciascuna donna la propria parte di responsabilità nell’aver avuto il ben servito dal proprio uomo.
Personalmente, per alcuni mesi della mia vita ho considerato questo libro una Bibbia dei primi approcci amorosi durante una nuova conoscenza ma esso riguarda anche chi è in relazione con lo stesso uomo da più tempo. Questo testo mi ha dato molte dritte utili facendomi capire il perché della ricorsività di certi eventi nella mia vita. Certo, incontrare la propria anima gemella non è una cosa che può accadere esclusivamente grazie al nostro contributo, ma sapere cosa fare in determinate circostanze che ci gettano in confusione e ci fanno soffrire è già il primo passo verso l’incontro del nostro destino.
'Gli uomini preferiscono le stronze' ha avuto anche un sequel che in italiano è stato tradotto con il titolo 'Perché gli uomini sposano le stronze e lasciano le brave ragazze'. Io sono interessata a leggerlo quanto prima. E voi cosa ne pensate di questo libro? Lo avete letto? Correrete in libreria ad acquistarlo?
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Note:
(1) Immagine presa dal sito www.napolisotterranea.org

