Tu Chiamale Se Vuoi Emozioni

E Vinci Duecentomila Dollari!

Mada Alfinito 07/07/2024 0

 

Su Netflix c’è un reality dove cinque bellissimi ragazzi e cinque incredibili ragazze vengono mandati su un’isola tropicale dove trascorreranno un’estate da sogno. In ogni stagione gli autori selezionano, tra i partecipanti al casting, i dieci single più allergici alle relazioni di coppia di sempre. Ai provini viene detto a tutti che, coloro che saranno selezionati, parteciperanno ad un reality show in cui potranno conoscere altri single altrettanto allergici alle relazioni con cui potranno dare libero sfogo alle proprie pulsioni.

Il primo giorno del reality i ragazzi e le ragazze approdano sulla magnifica isola eccitati ed entusiasti per l’esperienza che stanno per vivere. Non sanno, però, che in meno di 24 ore una Intelligenza Artificiale con le sembianze di un cono di plastica dirà loro che il reality per cui hanno fatto i provini non è mai esistito e che faranno parte, invece, di un altro show in cui per tutto il tempo che saranno sull’isola sarà loro vietato ogni tipo di contatto sessuale, persino baci. Lo scopo di questa castità assoluta è imparare a costruire legami emotivi e a sviluppare empatia andando oltre la semplice e fugace attrazione fisica, e il gravoso compito sarà affidato proprio a coloro che sono stati selezionati per la forte propensione a fuggire dalle relazioni e a preferire l’amore-usa-e-getta all’amore-per-sempre.

Sto parlando del reality show Too Hot To Handle.

La castità è un concetto obsoleto ma non di certo sconosciuto. Le più grandi religioni, come ad esempio il Cattolicesimo, hanno predicato sin dalla fondazione del culto l’importanza della castità come requisito imprescindibile per accogliere Dio nel cuore. Con la secolarizzazione della religione[1] la castità, insieme a dogmi e principi di molti altri culti, è stata considerata superata e incompatibile con la modernità, che di idee coercitive e vincolanti proprio non ne vuole sapere. E così, mentre la stragrande maggioranza delle persone rifiuta l’idea di vedere limitata la propria espansione sessuale, nel 2019 un piccolo cono di plastica dotato di Intelligenza (Artificiale-che nel 2024 fa anche cosi cool!) rimette in discussione ciò in cui fino ad oggi avevamo creduto.

Ma com'è possibile che la castità, tanto disprezzata, temuta e derisa, sia diventata d’improvviso sexy? Tutte le opinioni si possono rivedere, se in palio c’è un montepremi di 200.000 mila dollari! Del resto, non aveva detto qualcuno che "solo gli stupidi non cambiano idea?"[2]

Lana (che è il nome di questa Intelligenza Artificiale) ha un’idea molto chiara di come indurrà i partecipanti a rispettare le regole del ritiro: ad ogni infrazione commessa sarà detratto dal montepremi finale una cospicua somma di denaro. L’egoismo del singolo che non rispetta le regole danneggia tutto il gruppo che vede così diminuire drasticamente il montepremi. La rabbia dei compagni induce la coppia ribelle a provare un profondo senso di colpa per 'aver peccato' ma la vita, che "non è altro che un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia"[3], va avanti e anche le lacrime più amare svaniscono di fronte alla prospettiva di commettere una nuova irresistibile infrazione.

Il piccolo cono, però, è astuto ed è consapevole che proibire a qualcuno di commettere un’azione, in realtà, lo spinge ancor di più verso la tentazione. Oscar Wilde ci aveva avvisati: "So resistere a tutto, tranne che alla tentazioni."[4] E così, per limitare i danni e dare l’opportunità alle coppie costituitesi di creare un legame emotivamente sincero, la produzione dello show impone delle sfide per provare la solidità del loro legame e organizza dei laboratori guidati da coach esperti in relazioni interpersonali grazie ai quali i partecipanti esploreranno le loro emozioni e impareranno a comunicare i propri sentimenti.

Ed è proprio questo l’ingrediente che ha reso uno show così altamente trash, un emotional soft porn popolare (condito da una buona dose di cringe). Nel ventunesimo secolo, infatti, la ipersessualizzazione dei corpi maschili e femminili e l’esaltazione delle forme riprese da tutte le angolazioni possibili, forse, non basta più ad attirare l’attenzione del pubblico. C’è bisogno di qualcos’altro (si spera).

Che cos’è che manca quando scrolliamo annoiati le home page dei social? Cosa c’è dietro le facce un po’ provocanti e un po’ malinconiche delle foto profilo degli utenti delle app di incontri? Cosa cerchiamo quando raccontiamo a noi stessi che vogliamo conoscere gente solo per divertirci e poi restiamo delusi dal ghosting, dall’orbiting, dall’hoovering[5], dal disagio e dal fatto che dietro a queste parole così virali, semplicemente, c’è gente annoiata a cui "non piaci abbastanza"?[6] A cos’è che pensiamo prima di dormire quando tutto il mondo fuori sembra essere così straordinariamente felicemente in coppia e noi ancora in cerca dell’anima gemella?

"Tu chiamale, se vuoi, emozioni"[7] cantava Battisti. Quelle emozioni romantiche e intense che tanto cerchiamo nei romanzi di Jane Austen, nelle serie tv in costume, nelle commedie americane, nei film dei supereroi della Marvel e così ostinatamente persino nei romanzi noir e nei film dell’orrore. In quanti ammetteranno che l’unica cosa di cui ci importava davvero mentre IT Pagliaccio[8] tentava di uccidere decine di persone a causa dei suoi complessi irrisolti per aver scambiato il fondotinta Rare Beauty di Selena Gomez con il cerone bianco waterproof, era che Beverly finalmente si accorgesse dei sentimenti che Ben da sempre nutriva per lei?

Ma le emozioni, pur intensificando l’attrazione fisica, non bastano per far sì che l’alchimia dei corpi duri nel tempo. Ad un certo punto, qualcos’altro deve entrare in gioco se vogliamo costruire una vera e propria relazione, e quest’ultima può trovare la sue fondamenta solo nei sentimenti.

I sentimenti, al contrario delle emozioni e dell’attrazione fisica, non svaniscono una volta che ci si è abituati allo stimolo ricevuto dall’interazione con l’altro. I sentimenti arrivano con il tempo, vivendo insieme esperienze, parlando di ciò che accade dentro e fuori di noi, mettendo a nudo le proprie fragilità. I sentimenti sono il frutto di un investimento emotivo che facciamo nella coppia e che si traduce in azioni concrete che sono volte a fare il bene dell’altro ogni giorno. Perché l’amore non può essere fatto solo di parole: si dimostra con la propria presenza e la propria disponibilità emotiva.

I sentimenti sono quel qualcosa che ci fa dire in mezzo a centinaia di persone che ce n’è una che per noi è speciale, diversa dalle altre. Ed è diversa non perché abbia necessariamente un aspetto fisico straordinario o degli incredibili talenti, ma perché per quella persona abbiamo voglia di investire tempo ed energie, metterci in gioco, superare i nostri limiti per essere felici in due. "Will you still love me when I’m no longer young and beautiful?" Cantava Lana del Rey nella colonna sonora de 'Il Grande Gatsby[9].

I sentimenti, però, non possono essere forzati e non si possono provare con tutti. Ci sono moltissime coppie povere di sentimenti che non lo ammetteranno mai per paura di perdere le proprie sicurezze o la paura del conflitto. Trovare l’anima gemella vuol dire essere emotivamente aperti e disponibili verso gli altri, ma soprattutto essere onesti, pazienti e amorevoli con sé stessi: cosa proviamo, dove siamo, in cosa speriamo? Cos’è che ci muove: la paura, la noia, un passato irrisolto, la solitudine?

Al termine del ritiro di Too Hot To Handle, la coppia o il singolo che avrà dimostrato più di tutti di essere maturato dal punto di vista affettivo porterà a casa quel che resta (se resta) del montepremi e potrà iniziare una nuova vita da adulto emotivamente consapevole pronto a costruire relazioni solide e durature.

Sappiamo bene che per cambiare un’abitudine o un comportamento radicato non basta certamente un’estate o uno show televisivo in cui tutto viene filtrato in modo da risultare attraente per il pubblico. Ma quando le telecamere sull’isola si spengono e anche noi, stanchi, spegniamo l’abat jour accanto al letto dopo una intensa giornata, resta la voglia e la speranza di non essere soltanto il numero nella rubrica di qualcuno che cerca la nostra compagnia per nutrire il proprio ego, ma che dietro ai messaggi scambiati e ai momenti condivisi ci sia qualcuno a cui piaci, "così come sei."[10]

 

 

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Note:

[1] Nel linguaggio teologico moderno, il fenomeno per il quale la società si allontana da schemi, usi e costumi tradizionali, nonché da posizioni dogmatiche e aprioristiche, spec. in campo religioso (fonte: google.com).

[2] Questa citazione è attribuita online a diversi autori ma non è chiaro chi sia stato effettivamente a dirlo per primo. Tra i vari autori menzionati online ci sono Einstein, Confucio e Lowell.

[3] "La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l'intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia." Arthur Schopenhauer (1788-1860).

[4] Oscar Wilde (1854-1900). 

[5] Ghosting: "Comportamento di chi decide di interrompere bruscamente una relazione sentimentale e di scomparire dalla vita del partner, rendendosi irreperibile" (definizione di Treccani.it). Per approfindimenti vedi anche il mio articolo Accondiscendere e poi Sparire. Il ghosting è l’ultima frontiera delle relazioni (in)umane che consacra il nostro ineluttabile destino di acchiappa fantasmi.

Orbiting: "L'orbiting è caratterizzato dalla costante presenza online dell'altra persona, nonostante la mancanza di coinvolgimento reale nella relazione. L'orbiter continua a commentare, mettere like o visualizzare i contenuti online, ma evita interazioni significative nella vita reale" (Tratto da un articolo interessante di Santagostino Psiche)

Hoovering: "L'hoovering è un metodo di manipolazione che mira a trascinare gli individui in cicli di relazioni nocive. Il termine 'hoovering' non è stato scelto a caso: fa riferimento a Hoover, un famoso produttore di aspirapolveri, e simboleggia l'atto di 'aspirare' le persone in queste dinamiche tossiche" (Tratto da un articolo del sito Istituto Europeo di Psicologia Positiva).

[6] La Verità è Che Non Gli Piaci Abbastanza, diretto da Ken Kwapis (2009).

[7] "E prendere a pugni un uomo solo perché è stato un po' scortese, Sapendo che quel che brucia non son le offese. E chiudere gli occhi per fermare qualcosa che e dentro me ma nella mente tua non c'è. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni" (Tu Chiamale Se Vuoi Emozioni - Lucio Battisti, 1970).

[8] IT, Stephen King (1986).

[9] Young and Beautiful, Lana del Rey (2013). Il grande Gatsby, film diretto da Baz Luhrmann (2013) tratto dall'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald (1925).

[10] L'incredibile dichiarazione di Mark Darcy nel Diario di Bridget Jones , diretto da Sharon Maguire (2001). Il fotogramma tratto dal Diario di Bridget Jones è preso dal sito Il Diario delle Lizzies

 

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Mada Alfinito 31/10/2017

Test: Sei Co-Dipendente?

Qui di seguito riporto alcuni tratti comportamentali che sono tipici di una donna o di un uomo co-dipendenti. Segnate su di un foglio quali sono i tratti che vi corrispondono. Maggiore è il numero di comportamenti nei quali vi ritrovate, maggiore è la possibilità che siate co-dipendenti. Per avere conferma del vostro disagio, come sempre, vi consiglio di rivolgervi ad un counselor, uno psicologo o uno psicoterapueta che via aiutino professionalmente nella diagnosi e nell'eventuale recupero. Prima di fare il test è opportuno rileggere l'articolo che ho pubblicato precedentemente a questo: "Cos'è la Co-Dipendenza?" Lo trovate nella categoria 'Dipendenza Affettiva e Recupero'.

Iniziate il test:

- Nascondete o occultate i cattivi comportamenti della persona dipendente con cui vi state relazionando;

- Proteggete la persona dipendente con cui vi relazionate dalle conseguenze dei suoi comportamenti;

- Negate l'evidenza (su ciò che gli/le riguarda);

- Trovate alibi, scuse e giustificazioni dei suoi comportamenti davanti agli altri;

- Vi sentite responsabili per i comportamenti della persona dipendente;

- Nei riguardi dei comportamenti della persona dipendente vi mostrate molto critci e moralisti;

- Fate continuamente tentativi per spingere la persona dipendente ad affrontare i suoi problemi;

- Vi sentite superiori nei confronti della persona dipendente con cui avete a che fare;

- Sottovalutate il comportamento del dipendente;

-A causa della persona dipendente con cui vi relazionate, diffidate delle persone estranee alla vostra famiglia (oppure estranee alla vostra relazione, N.d.T.);

- Razionalizzate il comportamento del dipendente;

- Pensate ossessivamente ai problemi del dipendente e ci fantasticate sopra;

- Credete che se la persona dipendente cambiasse, tutti i problemi svanirebbero;

- Minacciate il soggetto dipendente per ottenere che lui/lei vi faccia delle promesse oppure cercate di estorcergliele;

- Attuate delle strategie per controllare l'attività sessuale del dipendente;

- Fate dei tentativi per sorprendere il dipendente in flagrante;

- Utilizzate comportamenti sessuali nei riguardi della persona dipendente con cui vi relazionate per prevenire che lui/lei abbiano comportamenti sessuali con altri;

- Avete sbalzi di umore molto forti dall'alto al basso;

- Avete una lunga lista di risentimenti e malcontento nei confronti della persona dipendente;

- Sentite senso di colpa e depressione;

- Avete perso le vostre amicizie;

- Il senso di orgoglio per la vostra famiglia si è ormai deteriorato;

- Avete fatto dei patti segreti con gli altri membri della famiglia;

- Non vi fidate più gli uni degli altri all'interno del vostro nucleo familiare;

- Avete perso autostima e il rispetto per voi stessi;

- Dubitate sempre più di voi stessi e avete paura;

- Vi sentite unici al mondo nel disagio che provate;

- Trascurate attività spirituali, come la preghiera o la meditazione;

- Fate sogni insoliti;

- Avete cambiato i vostri schemi del sonno e del cibo;

- A causa dello stress procuratovi dalla dipendenza fate incidenti, vi ammalate e vi ferite;

- Perdete tempo al lavoro;

- La vostra abilità al lavoro e la vostra operatività sono diminuite;

- Avete tentato il suicidio oppure avete pensato di farlo;

- Provate a controllare le uscite economiche della famiglia ma non risucite a tenerne il controllo;

- I vostri problemi finanziari sono in aumento;

- Vi fate carico dei doveri e delle responsabilità della persona dipendente con lo scopo di rendere "normale" lo scorrere della vita familiare;

- Vi prodigate eccessivamente al lavoro o in attività da svolgere fuori dalla vostra casa;

- Vi ritrovate a commettere azioni degradanti per voi stessi che abbattono la vostra dignità di persone.

 Per rendere la vostra riflessione ancora più accurata potete scrivere più esempi che potete di situazioni in cui vi siete trovati a agire come nei tratti comportamentali sopra descritti.

Questo test potete trovarlo nel libro "Out of the Shadow: Understanding Sexual Addiction" scritto dal dottor Patrick Carnes. Questo libro ha anche l'edizione italiana con il titolo : 'Fuori dall'Ombra'. Il test che vi ho proposto l'ho tradotto io personalmente dall'inglese all'italiano leggendolo nel libro in lingua originale. Per domande o delucidazioni a riguardo, lasciate un commento.

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Mada Alfinito 29/05/2022

Persone Tossiche

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

 

Consapevolezza, impegno e una comunicazione efficace sono elementi fondamentali per raggiungere i tuoi obiettivi.

 

Eppure, non sempre le cose dipendendo esclusivamente da te. Ogni giorno, sul tuo cammino, incontri delle persone e ognuna di loro è potenzialmente in grado di accompagnarti verso la meta perché ha a cuore il tuo bene, oppure persuaderti ad allontanarti dal tuo benessere perché non desidera la tua felicità. Sto parlando delle PERSONE TOSSICHE.

 

Nel carosello di oggi scoprirai come riconoscerle (ed evitarle!).

 

LA MIA ESPERIENZA:

Io, personalmente, ne ho incontrate tante; e quante volte mi sono indignata di fronte a tali comportamenti? Moltissime. 

 

Poi però ho capito: SIAMO NOI PER PRIMI A DOVER RICONOSCERE IL NOSTRO VALORE, poi gli altri.

 

Impara a selezionare le persone che frequenti, scegli chi è capace di criticarti per dare qualità alla tua vita e non chi lo fa per la soddisfazione di vederti sconfitt*. Dai importanza alle persone per cui tu sei importante.

 

Se ti va, condividi anche tu la tua esperienza!

 

 

 

 

 

 

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Mada Alfinito 19/09/2017

Cos'è la dipendenza affettiva?

Per parlarvi di cosa sia la dipendenza affettiva, riporto qui degli estratti presi dalla mia tesi universitaria del 2016 intitolata: Alessitimia e Dipendenza Affettiva. Prospettive Neurologiche e Psicologiche. Capitolo 2.1 e 2.2.

Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo. Quando nella maggior parte delle nostre conversazioni con le amiche intime parliamo di lui, dei suoi problemi, di quello che lui pensa, dei suoi sentimenti, e quasi tutte le nostre frasi iniziano con ‘lui…’, stiamo amando troppo.

Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo.

Quando leggiamo un saggio divulgativo di psicoanalisi e sottolineiamo tutti i passaggi che potrebbero aiutare lui, stiamo amando troppo.

Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuose lui vorrà cambiare per amor nostro, stiamo amando troppo.

Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo (Norwood,1985: tr. it. 13).

 

Tutti gli esseri umani, per natura, sono dipendenti dal prossimo. La dipendenza è una condizione di cui facciamo esperienza sin dal momento del concepimento. Nessuno potrà mai dichiarare di essersi fatto da solo: il nostro essere al mondo dipende dalla scelta di qualcun altro che non siamo noi. Abbiamo poi bisogno di qualcuno che si prenda cura di noi durante i mesi della gestazione: in quel caso, se mangiamo, respiriamo e viviamo lo dobbiamo esclusivamente al comportamento della persona che ci sta portando in grembo e noi non possiamo fare altro che ricevere quelle cure con compiacenza. Quando veniamo al mondo le cose non sono molto diverse, in quanto abbiamo bisogno di chi si occupi dei nostri bisogni primari. Appena iniziamo a crescere la nostra autonomia aumenta ma l’indipendenza continua ad essere un lontano miraggio: ci accorgiamo, giorno dopo giorno, che non abbiamo più bisogno soltanto dei nostri genitori ma ad essi si affiancano tante altre persone a cui chiedere aiuto e sostegno continuamente. Da soli non possiamo fare quasi nulla. Viviamo tutta la nostra vita in un continuo stato di dipendenza dalle altre persone. Persino quando si diventa anziani tutto il sapere e l’esperienza accumulata negli anni serve a ben poco: avremo bisogno di chi ci garantisca una sicurezza economica dopo il ritiro dal lavoro e nel caso di problemi di salute avremo bisogno di cure.

Il concetto di dipendenza affettiva è recente nell’ambito della psicologia. Si è iniziato a parlare di questo disagio nello specifico quando Robin Norwood pubblicò nel 1985 il libro ‘donne che amano troppo’. Le donne che lessero questo volumetto trovarono che fosse una rivelazione: il libro gettò una nuova luce sulla comprensione di loro stesse e delle loro vite. In questa opera, Norwood definisce la dipendenza affettiva come una sindrome dell’amare troppo. Questo termine da lei coniato è sicuramente efficace, in quanto lascia intendere intuitivamente che il disagio di cui parla consiste in uno squilibrio nel modo di amare. Altri termini usati attualmente per la dipendenza affettiva sono dipendenza relazionale, love addiction e mal d’amore.

L’autrice sostiene sin dal primo momento che se in una relazione una delle due parti tende a dare troppo all’altro membro della coppia, mentre quest’ultimo dà poco o niente, siamo di fronte ad uno squilibrio relazionale evidente. Il concetto che farà da cornice a tutta la sua opera e ai libri che scriverà successivamente può essere associato alla antica massima soloniana iscritta sul tempio di Delfi: «nulla di troppo». Il troppo è il vero nemico delle relazioni amorose.

È importante ricordare che, sebbene il concetto di dipendenza affettiva sia nato in seguito al tentativo di dare un nome ad un male che da secoli attanagliava centinaia di donne, esso può e deve essere applicato anche agli uomini. Questi ultimi sono ugualmente inclini a soffrire di dipendenza affettiva anche se, purtroppo, attualmente resta ancora un dato statistico molto forte il fatto che sia maggiormente il sesso femminile ad amare troppo rispetto a quello maschile.

È vietata la riproduzione totale, parziale e il riassunto di questi contenuti senza citarne la fonte e senza richiedere la mia autorizzazione. Diritti riservati.

 

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