Stile Comunicativo Passivo

Mada Alfinito 26/03/2021 0

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nel post precedente ti ho spiegato che esistono quattro categorie per descrivere il comportamento delle persone e ciascuna di esse si esprime attraverso uno stile comunicativo specifico.

Oggi ti parlerò dello stile comunicativo passivo.

Le persone tendenzialmente passive hanno buoni rapporti (quasi) con tutti. Hanno la straordinaria capacità di essere a disposizione di chiunque invochi il loro aiuto mantenendo all’esterno un atteggiamento pacato, riservato e persino sorridente.

La verità è che queste persone hanno difficoltà nell’esprimere le emozioni e non rispettano i propri bisogni. Percepiscono la maggior parte delle relazioni come un legame opprimente perché dicono agli altri sempre di sì (anche quando non vorrebbero) evitando ogni conflitto per paura di non riuscire a gestire la situazione.

Dietro la facciata da yes man/woman nascondono sensi di colpa, timori e una scarsa autostima. Tuttavia, le emozioni represse chiedono di essere ascoltate attraverso sintomi psicosomatici (emicranie, ulcere, mal di schiena, insonnia, colite) per i quali non trovano pace e rimedio.

Come riconoscere una persona tendenzialmente passiva?

Scopri il suo modo di comunicare sfogliando il carosello.

Continua a seguirmi: nel prossimo post ti spiegherò il modo di comunicare delle persone tendenzialmente aggressive.

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Mada Alfinito 16/11/2020

Comunicare le Emozioni

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Il tratto di introversione-estroversione è fondamentale quando vogliamo comprendere il temperamento umano:

  • Gli estroversi possiedono una forte capacità di socializzazione e condividono con gli altri le emozioni più intime. Nei casi in cui questo tratto sia accentuato, essi divengono eccessivamente sensibili finendo travolti dalla propria emotività.
  • Gli introversi mostrano un temperamento opposto: riservati, riflessivi e decisamente più sobri, mantengono un grande self control anche nelle situazioni critiche. Nei casi in cui questo tratto sia più sviluppato, i soggetti eccedono nella diffidenza e hanno difficoltà ad instaurare relazioni intime.

In realtà, anche dietro al temperamento in apparenza più posato si nascondono tumultuose passioni e paure ancestrali. La differenza tra i due temperamenti sta nel modo di comunicare le proprie emozioni. Un errore frequente degli estroversi è quello di sommergere l’introverso di turno con le emozioni che non riescono a gestire aspettandosi di ricevere aiuto dalla sua capacità di controllo. In questo modo, essi rischiano di generare un forte stress nell’altro che, di contro, pur vivendo un disagio non riuscirà ad esprimere apertamente ciò che prova e a porre un limite all’invadenza del primo.

Affinché le loro relazioni divengano serene, gli estroversi necessitano di comunicare in modo equilibrato e di cercare soluzioni in autonomia per non dipendere sempre dagli altri. Gli introversi, invece, hanno bisogno di imparare ad esprimere i propri stati d’animo, soprattutto nei momenti critici.

Una soluzione per entrambi è:

  • Non provare a verbalizzazione continuamente i sentimenti (l’introverso non ci riuscirebbe e questo sarebbe un’ulteriore fonte di stress);
  • Ricercare l’aiuto e la vicinanza delle persone care mediante il linguaggio non verbale (carezze, abbracci, piccoli gesti).

Di questo argomento te ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Comunicare le Emozioni Negative. Vale Sempre la Pena?

E tu, ti senti più estroverso o introverso? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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Mada Alfinito 11/11/2020

Hai Mai Provato la Sensazione di non Sentirti Capit*?

Questo che state per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Hai mai provato la sensazione di non sentirti capit* dalle persone che fanno parte della tua vita? Probabilmente credi di essere tu il problema, ma non sempre è così. Se vuoi essere compreso dagli altri devi curare degli aspetti fondamentali del tuo modo di comunicare:

  • Tieni conto dell’interlocutore. Quando parliamo diamo per scontato che chi conduce la conversazione sia il protagonista dell’interazione. Sbagliato: tutte le persone coinvolte sono protagoniste, non chi parla di più o dice la frase più significativa. Se vuoi farti ascoltare, devi dare all’altro la giusta importanza, ovvero tener presente il suo modo di porsi, il carattere, cosa gli interessa, lo stato d’animo e se è disponibile a parlare con te. Se l’interlocutore percepisce di essere un mero strumento per il tuo ego oppure manifesta chiaramente di non essere interessato a te, insistere condurrà al fallimento del dialogo;
  • Adatta il tuo messaggio. La lingua italiana e tutte quelle straniere esistenti al mondo hanno la capacità di poter esprimere uno stesso concetto in modi diversi. Una volta compreso chi è il tuo interlocutore, adatta il modo in cui ti esprimi alle sue esigenze. Usa un sistema di simboli che vi faccia sentire come se stesse condividendo qualcosa. Il senso di vicinanza che l’altro percepirà da parte tua nei riguardi del suo mondo lo renderà più aperto ad ascoltarti;
  • La reazione dell’interlocutore influenza l’esito della conversazione. Spesso crediamo che chi ci ascolta sia un contenitore in cui riversare le nostre parole e tutto ciò che implicano (ego, richieste, emozioni negative). Non è così: l’altro ci risponderà sempre e comunque a suo modo spiazzandoci e potrebbe persino impedirci di proseguire il discorso. Abbi maggiore cura di chi ti sta davanti e vedrai che il suo feedback non porterà al fallimento della conversazione;
  • Scegli il contesto. Il dove e il quando sono fondamentali: una conversazione iniziata in un momento non opportuno o in un luogo in cui tu o l’altro vi sentite a disagio conduce ad esiti disastrosi. Se devi dire qualcosa di importante, cerca di capire quale sia il momento in cui l’altro è maggiormente disponibile ad ascoltarti. Avanzare richieste mentre è turbato ti farà andare incontro ad un rifiuto. Per intuire quali sono le situazioni giuste per farti avanti, ponigli delle domande preliminari e, in base alle sue risposte, inizia il discorso oppure attendi.

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Mada Alfinito 16/11/2020

La Consapevolezza di un Gesto

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

L'intero modo in cui una persona si muove, parla e agisce è comunicazione. Allo stesso tempo, comprendere il significato di un comportamento è necessario affinchè un'interazione prosegua in modo efficace.

Chi veicola il messaggio, però, non sempre ha ben chiaro cosa stia dicendo e le sue motivazioni. Un atto comunicativo, infatti, può essere di cinque tipi:

  • Consapevole. Quando ci rendiamo conto del fatto che in qualche modo stiamo trasmettendo un messaggio;
  • Inconsapevole. Quando ci esprimiamo senza avere consapevolezza del valore, del significato e dell'impatto del nostro contenuto;
  • Volontario. Quando compiamo un atto comunicativo con la finalità precisa di espriemere qualcosa che crei uno stimolo e una reazione nell'altro;
  • Involontario. Quando comunichiamo in modo istintivo, senza volerlo razionalmente, magari contravvenendo alla decisione pregressa di non comunicare in una specifica situazione;
  • Sintomatico. Quando la nostra comunicazione riflette spontaneamente uno stato d'animo interiore che non riusciamo a definire esplicitamente.

In una conversazione, capire a quale di queste categorie appartiene il messaggio nostro e dell'interlocutore può aiutare ad evitare fraintendimenti e ambiguità. Nelle relazioni, infatti, è sempre presente il paradosso per cui la comunicazione serve a comprendere il comportamento, ma senza la comprensione del comportamento non ci può essere comunicazione.

Come puoi fare allora ad identificare alcuni messaggi senza cadere in errore? Poniti in ascolto di te stesso e degli altri e poi:

  • Chiedi all'interlocutore un feedback, ovvero chiedigli spiegazioni su ciò che sta comunicando che ti genera dubbi e perplessità;
  • Affidati all'empatia. Ti aiuterà a percepire, attraverso la tua innata sensibilità, quali sono le emozioni in gioco in un contesto comunicativo.

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