Stile Comunicativo Assertivo

Mada Alfinito 27/04/2021 0

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Oggi ti parlerò dello stile comunicativo assertivo:

Molti credono che essere assertivi sia una sorta di super potere che rende invincibili contro coloro che vorrebbero manipolarli e sottometterli. In realtà, "diventare capaci di resistere alla pressione e al dominio delle persone aggressive, avere la capacità di rimanere saldi nelle proprie convinzioni, essere capaci di avere il controllo in situazioni importanti" (D. Carnegie, 2004) è parte del comportamento di un soggetto assertivo MA NON È TUTTO.

Non si può essere assertivi in ogni circostanza perché vivere come se si fosse perennemente in una lotta di potere abbasserebbe di molto la qualità della vita e ci impedirebbe di costruire relazioni intime e amicali. Lo scopo dell’assertività non è il dominio. Gestire le proprie emozioni non vuol dire comportarci come se non ne provassimo affatto. Al contrario, essere assertivi vuol dire prendere consapevolezza delle tempeste che turbano il nostro cuore e trovare un modo per incanalare positivamente il flusso di emozioni per costruire relazioni sane. 

Come riconoscere una persona tendenzialmente assertiva?

Scopri il suo modo di comunicare sfogliando il carosello.

Continua a seguirmi: in futuro parleremo ancora di questo argomento.

 

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Mada Alfinito 16/11/2020

Comunicare le Emozioni

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Il tratto di introversione-estroversione è fondamentale quando vogliamo comprendere il temperamento umano:

  • Gli estroversi possiedono una forte capacità di socializzazione e condividono con gli altri le emozioni più intime. Nei casi in cui questo tratto sia accentuato, essi divengono eccessivamente sensibili finendo travolti dalla propria emotività.
  • Gli introversi mostrano un temperamento opposto: riservati, riflessivi e decisamente più sobri, mantengono un grande self control anche nelle situazioni critiche. Nei casi in cui questo tratto sia più sviluppato, i soggetti eccedono nella diffidenza e hanno difficoltà ad instaurare relazioni intime.

In realtà, anche dietro al temperamento in apparenza più posato si nascondono tumultuose passioni e paure ancestrali. La differenza tra i due temperamenti sta nel modo di comunicare le proprie emozioni. Un errore frequente degli estroversi è quello di sommergere l’introverso di turno con le emozioni che non riescono a gestire aspettandosi di ricevere aiuto dalla sua capacità di controllo. In questo modo, essi rischiano di generare un forte stress nell’altro che, di contro, pur vivendo un disagio non riuscirà ad esprimere apertamente ciò che prova e a porre un limite all’invadenza del primo.

Affinché le loro relazioni divengano serene, gli estroversi necessitano di comunicare in modo equilibrato e di cercare soluzioni in autonomia per non dipendere sempre dagli altri. Gli introversi, invece, hanno bisogno di imparare ad esprimere i propri stati d’animo, soprattutto nei momenti critici.

Una soluzione per entrambi è:

  • Non provare a verbalizzazione continuamente i sentimenti (l’introverso non ci riuscirebbe e questo sarebbe un’ulteriore fonte di stress);
  • Ricercare l’aiuto e la vicinanza delle persone care mediante il linguaggio non verbale (carezze, abbracci, piccoli gesti).

Di questo argomento te ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Comunicare le Emozioni Negative. Vale Sempre la Pena?

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Mada Alfinito 13/11/2020

Comunicare il Perdono

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Molti credono che perdonare qualcuno per un torto subito sia esclusivamente un atto del cuore. In realtà, il perdono è prima di tutto un atto comunicativo.

Per domandarlo e riceverlo, infatti, è necessaria la mediazione della parola (scritta oppure orale) ed è l’unico modo per sperare di andare incontro ad una riconciliazione. Solo a quel punto l’interlocutore potrà valutare intimamente se è pronto a concederlo e anche in tal caso è solo e soltanto tramite la comunicazione che sarà sancita la pace.

Chiedere perdono, però, non basta. Affinché un rapporto torni a splendere è necessario che la parole siano suffragate dal comportamento. Chiedendo scusa, infatti, il soggetto si sta impegnando implicitamente a smettere del tutto (o almeno provarci) di compiere quelle azioni che feriscono tanto l’altro. Solo in questo modo il perdono potrà essere completo, il resto sono solo parole.

Di questo argomento ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Come Disinnescare una Lite

Ti è mai capitato di vivere questa situazione? Come hai reagito? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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Mada Alfinito 05/01/2021

Come Farti Rispettare

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nel post di oggi lascio la parola a Dale Carnegie[1]:

"Ogni essere umano desidera essere trattato con equità. Quando non siamo trattati nel modo giusto, dovremmo lottare per essere trattati correttamente. Non dovremmo far finta di niente o fare buon viso a cattivo gioco, come accade nella maggior parte dei casi. Per essere trattati equamente, dobbiamo esprimere chiaramente, con tatto ed efficacia,desideri, bisogni, opinioni, lamentele e altre pulsioni. Dobbiamo esprimere i nostri bisogni ma abbiamo la responsabilità di farlo in modo appropriato.

Per poterlo fare è necessario ricorrere allassertività, ovvero la capacità di parlare e agire in modo talmente naturale da suscitare attenzione e positività nell’interlocutore. L’assertività si trova a metà strada tra gli estremi di una sconsiderata aggressività e di una passività disfattista. I soggetti aggressivi sono egocentrici, avventati, ostili, arrogantemente pretenziosi e respingenti. I soggetti passivi sono deboli, sottomessi e irrispettosi delle proprie basilari esigenze. Anch’essi finiscono per allontanare tutti... tranne i soggetti aggressivi! La reazione eccessivamente passiva è quella eccessivamente aggressiva sono essenzialmente comportamenti infantili.

L’assertività rappresenta un antidoto alla paura, alla passività e alla rabbia, tutte emozioni di tipo infantile. Assertività significa sapersi esprimere, fare richieste ragionevoli, sostenere che i vostri diritti devono essere rispettati in quando siete un essere umano importante come tutti gli altri. L’assertività è la capacità di contestare l’autorità in una prospettiva positiva. È il potere di chiedere perché non soltanto per ribellarsi, ma per assumersi le responsabilità di operare in modo migliore."

E tu, sai essere assertivo? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

Note:

[1] Tratto da: Dale Carnegie, Le Cinque Qualità Essenziali, pp. 9-13, Giunti Bompiani (2019).

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