Qual è il tuo stile comunicativo?

Mada Alfinito 19/03/2021 0

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Comunicare è molto di più che trasmettere un messaggio: è rivelare gli aspetti più intimi della nostra personalità sconosciuti persino a noi stessi. Attraverso il modo di esprimerci prendono forma le nostre pulsioni interiori e il modo in cui ci (s)valutiamo e consideriamo gli altri.

Esistono quattro categorie per descrivere il comportamento delle persone e ciascuna di esse si esprime attraverso uno stile comunicativo specifico.

Gli stili comunicativi sono quattro:

  1. Passivo;
  2. Aggressivo;
  3. Passivo-aggressivo;
  4. Assertivo.

Tendenzialmente, ciascuno di noi assume uno di questi comportamenti nella maggior parte delle situazioni, ma il nostro modo di comunicare cambia anche in base alla persona che abbiamo davanti e a come ci sentiamo nei suoi confronti. Non agiamo, quindi, sempre alla stessa maniera con tutti ma alcuni dei nostri comportamenti sono sicuramente più frequenti di altri.

Sfoglia il carosello per scoprire qual è tuo stile comunicativo principale.

Continua a seguirmi: nei post successivi ti spiegherò in dettaglio come comunicano i soggetti che fanno parte di ciascuna delle categorie elencate.

 

 

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Mada Alfinito 12/11/2020

Comunicare è un Impegno

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Portare l’attenzione verso qualcuno, affrontare il suo sguardo, parlargli, fare dei gesti: ciascuno di questi è una forma di comunicazione e serve a costruire un dialogo.

Comunicare comporta la nostra presenza. È dire all’altro: "io ci sono", coinvolgersi, coinvolgere, dedicare tempo, energie. Poco importa quale sarà l’esito del confronto: nel momento in cui se ne discute, entrambe le parti stanno esternando la volontà di esserci.

Comunicare non è semplicemente trasmettere un’informazione, è un vero e proprio impegno che costruisce e definisce la relazione: più questo impegno sarà intenso e profondo, più anche essa sarà tale.

Specularmente, se una persona decide consapevolmente di non comunicare sta chiaramente dicendo che non ha nessuna voglia o interesse di impegnarsi con noi e creare una relazione, di qualsiasi tipo essa sia. Se non c’è comunicazione, non c’è relazione. Lasciate andare le persone che non vogliono comunicare, e quindi creare un rapporto, con voi.

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Mada Alfinito 16/11/2020

Libera le Parole

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

"Una parola esplicita è terribile quando manifesta improvvisamente ciò che il cuore già da lungo tempo si è consentito" (Goethe, Le Affinità Elettive, 1809).

Prima di essere pronunciata, ciascuna parola ha dentro di noi un periodo di gestazione in cui viene elaborata cognitivamente nella nostra mente.

Secondo alcuni studi, ogni giorno le donne dicono in media 7000 parole, mentre gli uomini 5000. Ciò vuol dire che la maggior parte degli scambi comunicativi che abbiamo quotidianamente avviene in maniera veloce e dinamica, senza stare a rimuginare troppo su ciò che si ha da dire.

Eppure, ci sono dei momenti in cui la gestazione cognitiva delle parole si protrae nel tempo: succede quando vorremmo dire qualcosa a qualcuno ma non ne abbiamo il coraggio. A volte bastano poche ore o giorni, altre mesi o persino anni.

Una volta pronunciate, le fatidiche parole non hanno un impatto solo su chi le ascolta ma anche su di noi: è quello infatti il momento in cui prendiamo consapevolezza di ciò che realmente proviamo e sentiamo. Verbalizzare il discorso, in forma orale oppure scritta, cambia la percezione di quegli stessi sentimenti che solo poco tempo prima sembravano così chiari nella nostra mente. Chissà quante volte ti sarà capitato di sfogarti con qualcuno in seguito ad un malessere e di esserti accort* solo in quel momento di cosa provavi davvero e quale fosse il peso delle tue azioni.

Più temporeggiamo e aspettiamo, più è difficile manifestare a qualcuno i nostri pensieri e stati d'animo. Il passare del tempo, infatti, quando diviene eccessivo, ha l'effetto di cronicizzare le paure al punto di scoraggiarci nell'azione. Quando ti trovi in questo empasse, non esitare ad agire e sii chiaro: qualunque sia la risposta che tanto temi dal tuo interlecutore, farti avanti sarà un modo per liberarti finalmente di un peso che ti porti dentro e inizare un nuovo percorso. SII CORAGGIOS*!

Ti è mai capitato di trovarti in questa situazione? Cosa hai fatto? Raccontami la tua esperienza. Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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Mada Alfinito 11/11/2020

Comunicare è il Vero Scopo di Ogni Comportamento

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nel precedente post ti ho suggerito che quando non riesci a capire le cause per cui una persona si comporta con te in un certo modo, tenere presente lo scopo del suo atteggiamento può sicuramente aiutarti in molte discussioni. Ma come fare a capire quali sono le intenzioni che l’interlocutore ha verso di te?

È molto semplice: lo scopo di ogni comportamento è comunicare. Ogni persona che compia un gesto nei tuoi riguardi ha l’intenzione di comunicarti un messaggio, farti capire qualcosa di sé che tu possa accogliere per poter rispondere in modo appropriato portando a termine la conversazione come lui/lei vorrebbe. A questo proposito, ti consiglio di non soffermarti mai sulle sole parole che una persona ti dice ma di osservare anche i suoi movimenti, come muove il suo corpo, di stare attent* al timbro della sua voce, essere emotivamente disponibile ed empatic* nei suoi confronti per percepire quelle sfumature del comportamento che sono così importanti per comprendere maggiormente le nostre interazioni.

E ricorda: anche il silenzio è comunicazione. Se una persona si rifiuta di parlare con te, ti sta mandando ugualmente un messaggio. Come? Te lo dirò nel prossimo post. Nel frattempo, raccontami la tua esperienza.

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