L'Onestà  è una Virtù che Sempre Ripaga?

Mada Alfinito 23/10/2017 0

 

Provate ad immaginare che nella città nella quale vivete sia prossimo ad avere luogo un evento che amate molto e a cui vi piacerebbe assistere. Potrebbe essere un concerto, una competizione sportiva, uno spettacolo teatrale o qualunque altra attività vi piaccia.

Immaginate anche che quel medesimo evento lo abbiate già visto uguale in tutto e per tutto di recente, poniamo per esempio un mese prima, ma venire a conoscenza del fatto che stia per essere ripetuto ad un passo da voi vi rende felici e stuzzichi in voi il desiderio di vederlo nuovamente.

Pensate ora che il biglietto ha un costo: non è altissimo ma nemmeno una cifra tanto irrisoria. Poniamo, per esempio, che il costo sia 50 euro e immaginate che l'unico vincolo che vi rende dubbiosi sull'acquisto sia il fatto che in fondo lo spettacolo, per quanto possa esservi piaciuto da morire, lo avete già visto proprio di recente e il pensiero di crearvi un piccolo disagio economico in mezzo a tutte le spese che già dovete affrontare di routine non vi entusiasma particolarmente. Forse non ne vale la pena sacrificare qualcosa che per voi è importante a favore di questa nuova iniziativa. In fondo è solo uno spettacolo.

Però... malgrado siate persi e presi dalle vostre occupazioni e situazioni giornaliere, il pensiero di avere quello spettacolo che tanto vi piace di nuovo così a portata di mano e così all'improvviso (un vero colpo di fortuna!) vi fa venire voglia di andare nel luogo dove si terrà. Non sapete bene con quale finalità esattamente, ma decidete di andare a dare un'occhiata pur non avendo intenzione di partecipare all'evento.

La maggior parte degli spettatori è arrivata con largo anticipo e voi vi trovate nella mischia di gente che ha già fatto i biglietti. C'è tanto caos: uomini e donne di diversa età e anche qualche ragazzino. All'improvviso il vostro sguardo cade casualmente sul pavimento e vi accorgete che tra i piedi in frenetico movimento di tutte quelle persone c'è un BIGLIETTO PER L'EVENTO! "WOW!" Pensate "che fortuna!" Siete pieni di gioia ma allo stesso tempo iniziate a sentire un piccolo scrupolo e provate a chiedere a quelli che sono intorno a voi se il biglietto appartiene a qualcuno di loro, in modo tale da restituirglielo. Purtroppo, o per fortuna, nessuno di quelli a cui lo domandate sembra sapere di chi sia il biglietto. Sospiro di sollievo.

Ora, immaginate che proprio nei pressi di dove siete voi ci sia una biglietteria e che sia possibile andare allo sportello a denunciare il ritrovamento del biglietto. Davanti a voi, quindi, si parano innanzi due alternative:

1) tenervi il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo togliendo al vero proprietario ogni possiblità di ritrovarlo mediante il reclamo alla biglietteria;

2) andare alla biglietteria e denunciare il ritrovamento del biglietto con la conseguenza di non avere più l'opportunità di vedere lo spettacolo gratuitamente.

La scelta è divenuta improvvisamente ardua: è vero che inizialmente non ci pensavate proprio ad andare a vedere lo spettacolo, eppure non sapete se sia l'atmosfera della situazione o l'entusiasmo delle persone che stanno per assistere all'evento ma adesso vi sentite contagiati dalla voglia di essere presenti perché è ritornato nella vostra mente il ricordo di quanto fosse stato bello vedere lo spettacolo solo un mese prima e ora avete voglia di perdervi nuovamente in quel momento emozionante.

Allo stesso tempo, però, la vostra mente con la sua parte logico razionale, frena la vostra parte emotiva e cinicamente vi suggerisce che forse rivedere quello spettacolo non è un bisogno così impellente: investire ulteriore denaro per un bisogno che era stato precedentemente soddisfatto vi sembra uno spreco, oltre che un azzardo. Forse è soltanto una sbandata dettata dalla vostra voglia di leggerezza. Lo spettacolo però sembra essere proprio quello giusto per voi, quello che vi piace tanto e allora scatta il dilemma: entrare gratuitamente con il biglietto che avete tovato a terra sottraendo al legittimo proprietario ogni possbilità di ritrovarlo (in fondo, a modo vostro avete fatto un tentativo di scoprire chi potesse averlo perso) oppure denunciare il ritrovamento del biglietto allo sportello (quindi pensare al bene dell'altro rinunciando a malincuore allo spettacolo)?

è strano, vero, che una cosa che all'inizio avevate considerato tanto superflua ora la desideriate al punto di non sapere cosa fare? La cosa più bella che potrebbe accadere se avessimo la possibilità di scegliere il risvolto di questa situazione in base ai nostri desideri più profondi sarebbe quella di andare allo sportello, denunciare il ritrovamento del biglietto e sentirsi dire dall'addetto a questa mansione di non preoccuparci di restituirlo perché "l'onestà nella vita ripaga sempre" e proprio in virtù dell'integrità dimostrata di non aver intascato il biglietto a discapito di un altro che ne era il legittimo possessore, lo staff dell'evento decide di non riprenderselo ma di regalarvelo per premiarvi di tanta buona volontà e fa un annuncio all'altroparlante per richiamare l'attenzione dei presenti e invitarli a controllare se hanno con loro il biglitetto in modo da venire a prenderne un altro in caso si accorgano che lo hanno smarrito. Ora, tutti sono contenti e voi avete il vostro bel biglietto in mano. Vi approssimate verso l'entrata insieme alla folla e vi godete non solo nuovamente lo spettacolo che tanto amate, ma vi sentite su di giri per la soddisfazione del vostro gesto e fieri che qualcuno finalmente vi abbia dimostrato che l'onestà in questo mondo ripaga sempre.

Happy Ending.

Ho pensato spesso a questa visualizzazione e mi sono domandata se essere sempre e totalmente onesti nei rapporti interpersonali possa davvero condurre ad un lieto fine come quello del giochino che vi ho proposto oppure sia tutto soltanto una grande utopia e c'è solo da scegliere tra una delle due opzioni iniziali, pagando in ciascun caso un prezzo abbastanza alto. Perché dire la verità quando ci rapportiamo agli altri, si sa, non è facile per nessuno, soprattutto quando si verificano circostanze particolari. Ho ripercorso con la mente alcune delle mie relazioni anche recenti e la risposta che mi sono data è stata che l'onestà mi ha ripagata pochissime volte e che le persone a cui avevo mostrato sincerità e disponibilità non hanno saputo rispondermi con altrettanta chiarezza. E allora ho pensato che questa estrema idea della virtù sempre ricompensata 'come-in-Cielo-così-in-Terra' fosse fallace, e sono certa che ognuno di noi si è sentito così ben più di una volta nella vita.

Sapete, spesso crediamo, a torto, che quando interpelliamo una persona per interagire con noi, quella potrà scegliere solo tra due tipologie di risposte: una candida verità o una colossale bugia (e pian piano poi dovremo darci da fare per smascherarla). Se 'virtus in medio stat' (la virtù sta nel mezzo) è molto spesso vero che anche la bugia e l'inganno trovino svariati modi di manifestarsi tra un opposto e l'altro.

Già Sant'Agostino di Ippona (354-430 d.C.) faceva distinzione tra diverse tipologie di bugie e fu uno dei primi a parlare di bugia bianca, ovvero quel tipo di bugia che viene raccontata ad un'altra persona non per nuocerle ma per evitarle un grande dispiacere in quanto, in quella circostanza particolare, la verità sarebbe più letale di una menzogna. Sant'Agostino diede così tanta importanza a questa forma di dissimulazione della realtà che ne scrisse un piccolo trattato, il 'De Bugia'. Ancora oggi, a distanza di tanto tempo, la Chiesa Cattolica si interroga se la bugia bianca sia un peccato veniale di poca importanza oppure offenda ugualmente il Dio-Verità-Assoluta come tutte la altre tipologie di menzogna.

Molti anni fa dovevo dare all'università un esame di diritto comparato dell'informazione e della comunicazione. Mi ritrovai quindi a studiare un bel po' di leggi che tutelavano i soggetti invischiati in qualche tipo di coinvolgimento mediatico. Tra questi argomenti interessantissimi, vi era una sezione specificamente dedicata al giornalismo e compresi che ciò che faceva costantemente girare la testa a tutti gli esperti del settore era quella che viene chiamata la mezza verità. Per mezza verità si intende il raccontare a qualcuno come stanno realmente le cose... ma fino a un certo punto! Riferire quindi solo un pezzo dei fatti realmente accaduti e poi omettere il seguito per qualsiasi motivo. La mezza verità in Italia in ambito giornalistico e mediatico è attualmente perseguibile penalmente e questo fa riflettere sul fatto che anche l'omissione, cioè la non dichiarazione di un fatto, sia considerata una menzogna dalla nostra cultura.

L'omissione è la menzogna ideale per quelli che non amano complicarsi la vita con le parole. Il loro quieto vivere viene sempre prima del rispetto per le altre persone. Questa tipologia di uomini e donne, di fronte ad una domanda che esige una importante risposta, si tirano ermeticamente indietro lavandosi le mani in una vaschetta di acqua pulita come Ponzio Pilato e proclamano l'Ecce Homo di colui o colei al quale hanno voltato la faccia (facendo finta di non vederli).

Ora come ora, credo che per quanto ognuno di noi possa sforzarsi, sia davvero difficile essere onesti sempre e comunque con le persone che ci circondano. La maggior parte di noi si indigna per non aver ricevuto una risposta sincera dalla persona con cui ha interagito, però siamo proprio noi i primi che si fanno sfuggire di bocca una mezza verità o una bugia bianca e chissà quante volte poi siamo scappati da una situazione (omissione) solo per la paura di prenderci delle responsabilità. Kant sosteneva che "la morale è fatta per gli uomini e non gli uomini  per la morale", intendendo dire che per quanto ciascuno di noi abbia bisogno di un'etica interna per vivere in modo pacifico e rispettoso con se stesso e con gli altri, a causa della nostra natura fallibile e imperfetta spesso abbiamo profonde difficoltà nel rispettarla. Chissà quante volte, infatti, dietro ad una omissione fatta o subita si celava semplicemente una grande paura di affrontare una certa situazione e non la volontà di ferire la persona che amavamo.

Di una cosa però sono convinta: che l'onestà ripaghi con la pace della propria anima. Essere onesti significa innazitutto esserlo con noi stessi evitando così di racconatarci una infinità di bugie. Quando non siamo chiari con noi stessi su cosa veramente pensiamo o vogliamo, generiamo automaticamente confusione anche nelle nostre relazioni interpersonali facendo andar via chi invece amiamo e infliggendo a noi stessi inquietudine e sensi di colpa. Essere chiari su cosa proviamo nei confronti di un'altra persona, che sia amore o che sia odio, che sia invidia o ammirazione, ci toglie molti scrupoli, ci preserva dai rimpianti e ci evita di compiere azioni che rimpiangeremo per il resto della nostra vita. L'onestà ripaga sempre perché non c'è niente che valga di più della pace interiore.

È vietata la riproduzione totale, parziale e il riassunto di questi contenuti senza citarne la fonte e senza richiedere la mia autorizzazione. Diritti riservati.

Per restare in tema, Policy of Truth by Depeche Mode

https://www.youtube.com/watch?v=M2VBmHOYpV8

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Mada Alfinito 07/03/2021

Umiltà. Cosa Vuol Dire?

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nei post precedenti ti ho spiegato che esprimerti in maniera arrogante suscita negli altri antipatia facendoti perdere il sostegno della tua audience. Per parlare in modo obiettivo ed equilibrato dei tuoi risultati è necessario che tu possegga una qualità essenziale: l’umiltà.

Molte persone credono che essere umili significhi sminuire il proprio lavoro, nascondere un risultato, comunicare di non aver fatto nulla di speciale, minimizzare ciò che di buono viene affermato sul loro conto.

Questo atteggiamento è sbagliato: riconoscere di avere delle qualità e sentirsi soddisfatti per un obiettivo raggiunto non è un errore! Al contrario, denota la maturità di una persona. Essere consapevoli del proprio valore è indicatore di una buona autostima e ci rende meno competitivi con gli altri, favorendo la collaborazione e accrescendo la stima reciproca.

Vorresti sapere cos’è l’umiltà? Sfoglia il carosello che ho preparato per te.

E tu, sai valorizzarti nel modo giusto oppure ti butti giù? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per raggiungere obiettivi personali e professionali mediante lo sviluppo di una buona comunicazione e delle tue risorse, per te stesso o per la tua azienda, contattami per una consulenza.

Di questo argomento ne ho parlato anche su YouTube: Come Parlare dei Tuoi Successi

 

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Mada Alfinito 21/01/2018

Amare è Breve, Procastinare è Lungo

 

Ricordate la scena del lungometraggio d'animazione Alice nel Paese delle Meraviglie (1951) della Walt Disney in cui un buffo coniglio bianco col panciotto e un orologio corre disperato? Eccola qui: https://www.youtube.com/watch?v=pvmnB2pg3TQ

Nel doppiaggio italiano il Bianconiglio, in preda al panico per il ritardo, esclama ripetutamente come un mantra: "è tadi! è tardi! è tardi!"

Diamo invece un'occhiata a cosa viene effettivamente detto dal Bianconiglio nella versione originale della storia, ovvero nel libro Alice's Adventures in Wonderland (1865) di Lewis Carrol. L'autore fa usare al suo frettoloso personaggio questa espressione:

"Oh dear! Oh dear! I shall be too late!"

Notate nulla di particolare?

In italiano, questa frase viene di solito tradotta letteralmente con:

"Ohimè! Ohimè! Ho fatto tardi!"

Ad un primo sguardo, questa traduzione sembra essere corretta. In realtà, benché essa sia giusta, non comunica al lettore il vero senso della frase e questo non per mancanza di abilità del traduttore, bensì a causa della lingua italiana che in questa circostanza presenta un limite che non ci permette di intedere pienamente cosa intendesse Carrol con quella esclamazione.

Focalizziamoci brevememte sulla grammatica inglese (vi prometto che non ci metteremo molto!):

In questa lingua, particelle come 'shall' e 'will' sono entrambe verbi modali usati per esprimere un'azione che si svolgerà nel futuro.

La differenza sostanziale tra le due sta nel fatto che will è utilizzata per dichiarare che un'azione si svolgerà con certezza. Nel caso del Bianconiglio, se la frase fosse stata 'I will be too late', noi avremmo inteso che lui farà certamente tardi e che la sua ansia sia dovuta esclusivamente al fatto che ormai si sono verificate tutte le condizioni perché arrivi in ritardo nel luogo in cui è diretto.

Ma Carrol, nel suo libro, ha preferito usare shall ed è quì che il discorso cambia. Questa particella viene usata dagli inglesi come una esortazione. Nella sua esclamazione, il Bianconiglio non sta semplicemente esprimendo la certezza che farà tardi. Con quella parolina-shall-sta comunicando emozioni forti come ansia, paura, angoscia, allerta. Il fatto che lui farà tardi non è più soltanto una certezza, un mero imprevisto finito per errore sulla sua tabella di marcia. Il Bianconiglio sta comunicando a noi, a tutti, che muoversi è necessario. Shall è un'esortazione molto più che una certezza. L'urgenza di far presto è un bisogno impellente e non soltanto l'esclamazione nevrotica di chi, come molti, è sempre in ritardo ai suoi appuntamenti; è un appello universale a non farci scivolare il tempo dalle mani.

Ma cosa c'entra questo con l'amore?

In realtà c'entra perché oggi vi parlo del problema del procastinare.

Questo verbo deriva dal latino 'procastinàre' composto da 'pro', cioè avanti e 'crastinus' che è aggettivo di 'cras', ovvero domani con in aggiunta la desinenza 'tinus'. Letteralmente, procastinare significa rimandare a domani.

E fin quì niente di nuovo per nessuno, in quanto procastinare è un atto che tutti noi svolgiamo frequentemente. A chi non capita nella vita di tutti i giorni di dover fare delle semplici e banali attività che, a causa della nostra pigrizia o della noia, ci mandano in crisi al solo pensiero di doverci muovere in quella direzione? Procastinare però quasi mai è un bene perché, a furia di rimandare sempre tutto, l'effetto collaterale è di aggiungere stress su stress alla nostra psiche la quale, essendo consapevole che affrontare un certo compito sia necessario, viene fagocitata dall'ansia. Essa si ritrova così a focalizzarsi su un unico elemento, il quale diventa un punto fisso che ruba tutta la nostra attenzione facendoci disperdere energie a discapito di altre cose importanti. Inoltre, rimandare il da farsi a volte può metterci in difficoltà non indifferenti: a chi non è capitato di avere una scadenza, come ad esempio un lavoro o una bolletta da pagare, e non avendolo fatto prima per futili motivi si è ritrovato con una forte carica di agitazione a causa della paura di non farcela in tempo? Lo sanno bene soprattutto coloro che hanno fatto del lo-farò-domani un vero e proprio stile di vita (tranquilli, non mi sto riferendo al lo-farò-domani del mettersi a dieta!) al punto che devono rivolgersi ad un esperto che li aiuti sia nella gestione del loro tempo, sia a capire il perché di certi comportamenti che non riescono più a controllare.

Procastinare, però, non smette mai di stupirci per le sue sorprendenti implicazioni, nemmeno in amore: l'abilità di rimandare ad un domani difficilmente collocabile nei calendari dei prossimi 5 anni un'azione di vita quotidiana può arrivare a coinvolgere anche la sfera emotiva. Nel mezzo del cammin di nostra, spesso rocambolesca, vita sentimentale alla ricerca dell'anima gemella, capita frequentemente di incontrare quelli e quelle che potremmo definire gli eterni indecisi dell'amore. Queste persone, che mettono a tacere ogni dibattito sessista di genere perché sono rappresentanti di un fenomeno che vede coinvolti senza discriminazione sia uomini che donne nel ruolo di grandi protagonisti, coltivano da tempo immemore la sublime arte del non decidere mai niente, soprattutto in amore.

Nei miei precedenti articoli vi ho parlato dei grandi campioni del salto in alto dell'amore, i quali balzano da un partner all'altro non appena fiutano che la situazione potrebbe diventare per loro emotivamente ingestibile. Ma cosa dire dei grandi maratoneti sentimentali che puntualmente, non appena c'è da prendere una decisione oppure fare un semplice passo in avanti in una conoscenza o in una relazione, fuggono impietriti a gambe levate? Questi individui che spesso sono visti dall'opinione comune come dei mostri frigidi e insensibili sono in realtà così pieni di ansie e di paure che farebbero diventare il Bianconglio pallido e ansioso più di quel che già è.

Questi campioni della corsa, che io chiamo procastinatori dell'amore, si trovano frequentemente di fronte ai grandi dilemmi che la matrigna natura Leopardiana gli pone costantemente innanzi. Per loro, la vita sembra essere un grande bluff, una presa in giro, in quanto si trovano di continuo di fronte a scelte troppo radicali per la loro indole insicura. Lo lascio o non lo lascio? Scelgo l'altra o la mia partner? Inizio una relazione con una persona che mi piace oppure la chiudo ancor prima di iniziare? Mi dichiaro a quella persona o fingo di essergli amico? Devo baciarla o mi rifiuterà? Potremmo andare avanti all'infinito nell'elencare tutte le possibili situazioni in cui un uomo o una donna si trovano enormemene in difficoltà perché non sanno cosa fare.

La soluzione migliore per tutte le persone coinvolte in una situazione del genere è nuovamente solo e soltanto una: attendere. Ancora una volta, un po' di sana sincerità con se stessi e un po' di riflessione unite ad un ascolto dei propri sentimenti più profondi può essere di grande aiuto per tirarci fuori dai guai.

Il problema è quando un soggetto, anziché prendersi del tempo costruttivo per capire quale sia la cosa che desidera davvero, mette la relazione in stand-by. Lo stand-by non è semplicemente una pausa:  è un seppellire sotto la sabbia una situazione mascherandola con il fasullo nome di riflessione. Detto in maniera più concisa, mettere una persona in stand-by è:

-Tenere un piede in due scarpe. Non sempre coloro che rimandano una decisione si allontanano del tutto chiudendo per un tempo indefinito la comunicazione con l'altro. Molto più spesso, questi soggetti continuano a stare nella relazione dandovi però uno scarso contributo. Anziché decidere con maturità di distaccarsi del tutto, anche solo temporanemante per chiarisi le idee, essi continuano a stare con il partner assicurandosi così che l'altro non lo lasci (infliggendogli così anche la pena di subire una relazione non appagante). In questo modo i procastinatori non dovranno avere paura di rimanere soli perché qualunque cosa facciano hanno posto il partner in condizione di essere a loro disposizione senza fare assolutamente nulla per lui/lei;

-Una via di fuga. Molto spesso, per evitare di affrontare un argomento scottante, certe persone abbandonano di punto in bianco il campo senza dare alcuna spiegazione all'altro. Nella loro testa, queste persone sono convinte che un giorno decideranno qualcosa ma, proprio come l'arrivo dell'Apocalisse, a nessuno è dato sapere né il come, né il quando. Di conseguenza, questo modo di fare è anche

-Una mancanza di rispetto. Nessuno merita di essere tratatto con freddezza e indifferenza dopo che ha dato il suo contributo al rapporto in modo pulito e sincero;

-Un atteggiamento narcisistico. Coloro che prendono la via della fuga senza comunicare all'altro sentimenti e motivazioni sono costantemente concentrati su loro stessi. Ciò che conta è sempre e soltanto il loro dolore, la loro insicurezza, la loro mancanza di serenità, la loro indecisone, i loro dubbi, i loro sentimenti fregandosene altamente del fatto che forse anche l'altro ha dei sentimenti che possono venire feriti e dei bisogni. Nessuno può imporre a questi poveri cuccioli impauriti che debbano fare per forza qualcosa che non vogliono, ma curarsi solo di ciò che fa bene a loro stessi (cioè fuggire per non affrontare la situazione) ferendo consapevolmente l'altro è come guardarsi in uno specchio e rimanere imbambolati a fissarsi per ore come narcotizzati;

-è decisamente poco sexy, sia per gli uomnii che per le donne. I grandi amatori che si ritirano silenziosamente dalle scene credendo che il loro fascino rimarrà così inalterato nelle sublimi fantasie della persona da cui si allontanano si sbagliano perché, in realtà, non c'è niente al mondo di così poco femminile o virile che vedere una persona incapace di assumersi delle responsabilità nei confronti del proprio partner. è sempre meglio che un rapporto termini dopo averci provato e mostrato tutto il meglio e il peggio di se stessi piuttosto che giunga ad una fine senza chiarimenti generando rancori e distruggendo quella che sarebbe potuta restare un'amicizia o almeno una bella forma di convivenza civile;

-Non porta all'innamoramento, al contrario fa disinnamorare. Il mito che chi si allontana induce l'altro a desiderarlo ancora di più è ingannevole e ancora troppo radicato nel pensiero comune. Inizialmente, è vero che la tensione spinge il partner a provare ancora più desiderio e trasporto per chi nella coppia si tira misteriosamente indietro o sta con un piede dentro e uno fuori dalla relazione.  Ma stare con un partner che un giorno c'è e l'altro non si sa, se all'inizio genera voglia di recuparare il rapporto, con il tempo anche l'innamorato più paziente della Terra si stancherà e questo non accade per mancanza d'amore ma perchè nessuno vuole essere uno zerbino per sempre. Tutti abbiamo voglia di un partner che stia con noi completamente, senza nasconderci dubbi o perplessità e per ogni uomo o donna che ci lascia o che sta con noi senza darci il 100% che meritiamo ce ne sono molti altri là fuori pronti ad amarci per quello che siamo e a darci quello di cui abbiamo bisogno per sentirci emotivamente appagati. Come si dice: tutti sono utili e nessuno è indispensabile ma i procastinatori d'amore, troppo presi a pensare ai grandi dilemmi della loro vita, non lo hanno ancora capito;

-Denota una grande paura. Coloro che rimandano sempre il momento in cui faranno quel messaggio o quella telefonata per dire all'altro cosa passa loro per la testa in realtà sono terrorizzati dalla conseguenza delle loro azioni. Sia che agire li porti ad un beneficio come trovare finalmente la persona giusta o dire addio ad una con cui le cose ormai non vanno bene da troppo tempo, sia che debbano fare un'ammisisone di colpa per un loro comportamento, ne sono terrorizzati. La tristezza fa loro paura, ma ciò che fa loro ancora più paura è essere felici.

E quindi, cosa fare in quesi casi?

Innanziutto, se una persona si tira indietro senza spiegazioni, cambia repentinamente idea su di noi, trascura delle cose importanti per noi o ci fa capire di avere dei blocchi nei nostri riguardi è bene chiedere un confronto per capire e cercare di chiarirsi. Se questo confronto viene negato oppure, come in molti casi accade, ci vengono raccontate solo un mucchio di balle allora è bene prendere le distanze. Ma questo non basta perché certi atteggiamenti feriscono e spesso non si sa come reagire.

è necessario allora rendersi conto che il problema non è la persona che viene allontanata senza un motivo valido, ma chi la allontana. Non è colpa vostra se una persona a cui state dedicando la vostra attenzione con amore e rispetto decide di rinchiudervi in un limbo dove voi siete indotti ad attendere quando lui o lei, forse, si degneranno di decidere cosa fare del vostro rapporto, che sia amicizia o che sia amore. Non siete voi che non siete amabili, sono queste persone che non sanno come ci si comporta quando si ama. Gli eterni indecisi sono persone piene di paure e drammi personali radicati indietro nel tempo ma così come non spetta a voi salvarli o aiutarli, nemmeno a loro spetta usarvi come il bidone della spazzatura delle loro frustrazioni emotive. Sì, perché tirarsi indietro lasciando un altro senza risposte, senza parole e senza possibilità di parlarne è un modo di scaricargli addosso le proprie scorie interiori tossiche, è un modo subdolo e disonesto di far sentire inadeguata una persona che invece è meravigliosa soltanto perché è lui o lei che si sente inadeguato/a e non sa come affrontarvi.

Nei libri che sono attualmente in commercio che trattano di disagi emotivi e sociali, non si fa altro che tentare di spiegare il perché certe persone agiscano in un certo modo, perché si comportino da vigliacchi o da stronzi, quali sono i grandi traumi che potrebbero aver subito quando succhiavano il latte dal biberon ma questi libri, seppure utili e fondamentali anche per quelli che hanno bisogno di capire certi meccanismi al fine di difendersi da chi potrebbe fargli del male, non devono mai essere usati per giustificare i comportamenti di coloro che calpestano la nostra persona senza rispetto.

Diventare uomini e donne veri significa impare a convivere con i propri drammi interiori e la vera grandezza di un uomo o di una donna sta nell'imparare a soffire lasciando intatta la propria dignità e quella dell'altro e senza vergognarsi di dimostrarsi vulnerabili.

Il Bianconiglio di Carrol aveva capito una cosa fondamentale: nella vita ci sono situazioni in cui è inevitabile arrivare in ritardo ad un appuntamento. A volte, nessuno può evitare che certi ostacoli si verifichino lungo il cammino. Ma si può affrontare una scelta in due modi: essere consapevoli che forse si arriverà tardi perché si hanno dei limiti, sentirsi troppo imbecilli per poter dare di più a qualcuno e decidere di scappare lontano anche da se stessi oppure si può scegliere di agire come il Bianconiglio, che pur consapevole di avere dei limiti che lo porteranno inevitabilmente a far tardi, non manca di presentarsi all'appuntamento perché far presto è un imperativo, è l'esortazione della nostra coscienza ad essere presenti a noi stessi. Fuggire ci priva della possibilità di vivere esperienze profonde che possono cambiare radicalmente, e spesso in meglio, una vita che troppe volte ci sembra priva di possibilità.

Se "amare è breve" e "dimenticare è lungo" (Pablo Neruda), ancora più lungo e dannoso è procastinare perché di quell'amore che una volta esisteva non ne rimane nulla, nemmeno il felice ricordo.

 

 

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Mada Alfinito 05/01/2021

Colloquio di Lavoro: Come Affrontarlo?

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Un colloquio di lavoro può essere un punto di svolta decisivo nella propria vita. Per aumentare le tue possibilità di superare le selezioni e ottenere il lavoro che vuoi devi curare tre aspetti fondamentali:

  1. Preparazione. Andare impreparati ad un colloquio determina l’80% del suo fallimento. Prima di presentarti all’incontro, cerca informazioni che riguardino l’azienda presso cui ti sei candidato: di cosa si occupa, cosa si aspetta dalla figura professionale che sta cercando, come è nata, chi la dirige, quali sono i suoi valori e obiettivi. Queste informazioni sono la base per poter rispondere in modo chiaro e intelligente alle domande che ti verranno poste.
  2. Dress code. L’immagine ha un ruolo chiave nel fare una buona impressione ad un colloquio: scegli abiti e accessori in linea con il lavoro per cui ti sei candidat*. A questo proposito, informarti in anticipo sui valori e gli obiettivi dell’azienda ti aiuterà a scegliere l’outfit appropriato e non essere scartat* dalla selezione al primo sguardo.
  3. Comunicazione. Il modo in cui ti esprimi verbalmente e con il linguaggio del corpo determinerà l’esito del colloquio. Ecco alcuni suggerimenti infallibili:
  • Presentati articolando chiaramente il tuo nome;
  • Guarda negli occhi l’interlocutore;
  • Stringi in modo deciso la sua mano (senza stritolargliela xD);
  • Manifesta fiducia nei suoi riguardi;
  • Tieni l’espressione del viso serena;
  • Siedi in maniera corretta con la schiena in posizione eretta;
  • Non muovere nervosamente mani e piedi di continuo;
  • Rifletti prima di rispondere;
  • Parla in maniera assertiva (vedi post precedente).

Come ti sei comportato in un colloquio di lavoro? Hai mai seguito questi suggerimenti? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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