Il Valore di un Sorriso

Mada Alfinito 08/01/2021 0

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Fin dal primo giorno della nostra vita vedere il volto di una persona che sorride ci infonde tranquillità e senso di protezione e anche gli adulti, a loro volta, sono irresistibilmente attratti dal candido sorriso di un bambino.

Nella vita adulta le cose non sono molto diverse: sorridere è una forma di comunicazione non verbale fondamentale per costruire relazioni serene con gli altri.

Sorridere fa bene innanzitutto al nostro organismo: “La ricerca ha dimostrato che il sorriso, ovvero la tensione dei muscoli facciali, stimola la produzione di certi neurotrasmettitori nel cervello associati al piacere e al benessere” (D. Carnegie). Agire felicemente aiuta a sentirci davvero felici e rende felici anche gli altri, i quali vengono contagiati dalle nostre emozioni positive.

Il sorriso, per essere efficace, deve essere sincero. Un falso sorriso, infatti, genera negli altri la sensazione opposta, ovvero sospettosità e diffidenza. Per capire se il sorriso di qualcuno è sincero guardalo nei occhi: sono lo specchio migliore del sorriso.

Gli esperti sostengono che all’età di tre anni ridiamo centinaia di volte al giorno. Poi, il sorriso tende gradualmente a scomparire nel corso del tempo. Dopo questa fase, alcune persone iniziano a ridere di più, altre smettono del tutto. Curioso, vero?

Quando incontri qualcuno per la prima volta mostragli il tuo bel sorriso. Sarà il modo migliore per rompere il ghiaccio e avviare una piacevole conversazione. E ricorda: sorridi sempre!

E tu, sei un tipo sorridente o ti riesce difficile? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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Mada Alfinito 04/10/2017

Si o No: le parole compromettono il destino della tua relazione

 

Dedico la quinta regola per creare una efficace comunicazione interpersonale a tutti gli innamorati messi in crisi da due piccole ma potenzilamente letali parole. Nell'articolo mi riferisco soprattutto alle donne poiché è un problema molto diffuso soprattutto tra loro, ma sono certa che, per certi aspetti, anche i maschietti potranno riconoscersi in questo disagio.

 

         "Quando dici 'sì' agli altri, assicurati di non stare dicendo 'no' a te stesso".

(Paolo Coelho)

 

"SI!" è un rituale che inizia sin dall'infanzia: dire "sì" ai genitori, agli insegnanti e agli amici è necessario. Se dicessimo qualche "no" di troppo, saremmo etichettati come ribelli ed esclusi da buona parte delle attività a cui vorremmo prendere parte. Da adulti, le cose non sono poi così diverse: quanti "sì" siamo costretti a rispondere alla società per non perdere le poche cose che abbiamo guadagnato tanto duramente?

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Tra tutti i "sì" della nostra vita, ce n'è uno che la maggior parte delle donne sogna ancora di dire nel ventunesimo secolo ed è il fatidico "SI!". Purtroppo, le persone che credono che parole come "per-sempre" e "e-vissero-tutti-felici-e-contenti" nascano sull'altare di una Chiesa o in un qualsiasi altro luogo dove si ufficializza un tale tipo di unione, si sbagliano. Ogni relazione è costellata da una sequenza senza fine di "SI" e sono proprio questi che decideranno le sorti della relazione. Tutto ha inizio con il primo sguardo tra un uomo e una donna. Lui la nota e lei risponde: "SI" usando lo sguardo in risposta. Poi arriva il momento di dire: "SI: ti darò il mio numero di telefono" e: "SI, sabato prossimo avremo un appuntamento!" A questo punto si avvicina il momento di dire "SI" e dare il primo bacio, il quale è spesso seguito dal "SI" del primo rapporto o approccio sessuale.

In aggiunta, in una relazione ci sono tantissimi altri importanti "sì" e una 'donna-che-ama-troppo' (cit. Norwood) è una donna che dice sempre "SI!" Lei risponde "SI!" anche se la telefonata del suo lui non arriva mai e quando lui la ritiene finalmente degna di una piccola attenzione, lei risponde "SI! Ti stavo aspettando!" Lei dira "SI!" anche quando lui la inviterà a cena... il problema è che lei gli aveva chiesto di passare un po' di tempo insieme due settimane prima, ma lui ha trovato il tempo soltanto ora (è sempre troppo impegnato per fare una telefonata o uscire). Nonostante il fatto che lei stia raccogliendo le briciole del SUO prezioso tempo, lei risponderà ancora "SI!" al suo bisogno di fare sesso al loro primo (o secondo) appuntamento anche se lei in realtà non si sente ancora pronta (non lo conosce ancora bene), ma decide lo stesso di farlo solo perché ha paura di perdere lui. Ma cosa dire a riguardo delle regole del gioco che LUI ha stabilito? è lui a decidere quando chiamare e quando no, quando uscire e quando no, quando fare sesso oppure no, quando litigare o fare pace, quando concederle una piccola gioia oppure una lunga lista di frustrazioni e lei è ancora lì, soffrendo ma fingendo un sorriso, rispondendo "SI!"

yes1 La parola 'sì', concessa costantemente, succhia via l'anima dalle persone. Nelle relazioni insane, dire "NO" è proibito. Lo sanno bene le donne (ma anche gli uomini) che dicono sempre "sì" ai loro partner senza mai avere la possibilità di considerare se farlo conduca ad un'azione positiva o dannosa per loro stesse. Dire "sì" è un modo facile per preservare la relazione ma ha un costo veramente alto: la perdita della dignità della donna e una vita di sofferenza. Quando un uomo forza subdolamente una donna a fare ogni cosa lui voglia, il "sì" pronunciato da lei perde il suo significato di 'amore'. Da quel momento in poi, quando lei dice "sì" non sta lasciando intendere più: "Io ti amo" ma: "Compromesso" e 'compromesso', in questi casi, non vuol dire altro che 'prigione' e 'perdita di identità' (della donna, ovviamente).

Tantissimi uomini dichiarano di sognare (segretamente) di avere una 'yes-woman' accanto nella loro vita ma ciò non è assolutamente vero perché, quando essi spingono la loro donna a cambiare, con il tempo iniziano ad annoiarsi di averla tra i piedi e la mollano per un'altra che in quel momento sembra loro più inafferabile e decisa (per poi provare a cambiare anche lei dopo averla conquistata). Gli uomini non rispetteranno mai una donna che permette di essere tratta come una schiava e fa del suo meglio per soddisfare i desideri più egoisti del suo uomo. Un uomo smette di dare rispetto alla sua donna se perde la sua dignità (anche se è stato proprio lui la causa che ha spinto lei a cambiare così duramente).

yes3 Tuttavia, ci sono casi in cui una 'yes-woman' riesce ad ottenere la sua ricompensa e va all'altare con l'uomo a cui ha giurato di servire fedelmente ed eternamente (e la sua vita sarà un vero Inferno sulla Terra). Mi domando: ha davvero senso giungere all'altare di una Chiesa sentendosi completamente svuotate? Vale davvero la pena buttare via la dignità di essere donna per il capriccio di un uomo? Vale davvero la pena farsi sfruttare da un partner senza mai ricevere ciò di cui una donna ha bisogno per sentirsi emotivamente e sessualmente soddisfatta?

Non posso nascondere che oggigiorno anche gli uomini stanno sperimentando un disagio molto simile: il numero di uomini sfruttati, manipolati e schiavizzati da donne egoiste ed egocentriche è tremendamente in aumento. è davvero una dura sfida stabilire chi abbia ragione e chi sia nel torto, se gli uomini o le donne, perché ciascuna storia è differente, ma il punto è che l'amore può esistere solo e soltanto dove il rispetto e la dignità dominano la relazione.

Risultati immagini per pinocchio e mangiafuocoL'ancestrale lotta tra il bene e il male oggi non è altro che la lotta tra il sì e il no perché ciò che sta distruggendo inesorabilmente le relazioni umane nell'attuale momento storico è il costante conflitto tra chi fa pressanti richieste e subdolamente forza e l'altro membro della relazione, il quale vive costantemente con l'ansia e la paura di sbagliare. Non esiste nessuna gioia nel donare se donare significa 'mi-sento-in-obbligo-perché-ho-paura-di-perdere-il-mio-partner'. L'amore è veramente libero e onesto solo se possiamo sentirci a nostro agio in tutte quelle situazioni in cui siamo chiamati a rispondere "sì" o "no" ai bisogni del nostro partner. Uno 'yes-man' o una 'yes-woman' non è un/una partner, è un burattino. E quando un essere umano diventa un burattino non passerà molto tempo prima che Mangiafoco getti Pinocchio tra le fiamme.

Possiamo eununciare a questo punto la regola #5 per una buona comunicazione interpersonale: 'sì' e 'no' sono solo all'apparenza delle semplici parole: quando vengono pronunciate andando contro ciò in cui credete e volete davvero, possono recare danni esponenziali alla vostra vita e alle vostre relazioni perché vi metteranno in situazioni non piacevoli e difficili da gestire. Meglio essere chiari: l'onestà vi ricompenserà con la serenità.

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Mada Alfinito 16/11/2020

Comunicazione Visiva

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Le immagini rappresentano una via di espressione privilegiata grazie alla potenziale capacità di impatto insita nel mezzo. Con una sola rappresentazione, infatti, è possibile raccontare concetti ed emozioni complessi che l’occhio umano è capace di cogliere già ad un primo sguardo.

Le arti visive sono, oggi, il fulcro di tutte le nostre attività online: dalla vendita di prodotti al personal branding, fino alla messaggeria istantanea quotidiana. Quantità, però, non sempre è indice di qualità e ci ritroviamo spesso a navigare su Internet immersi in un mare di foto che non hanno alcuna attrattiva su di noi e, talvolta, ci infastidiscono.

Affinché un’immagine sia efficace è necessario che essa corrisponda ad alcuni parametri comunicativi che colleghino appropriatamente il significante alla cosa significata, ovvero che ci sia una corrispondenza tra la forma e il suo contenuto. Quando utilizzi i social, non credere che basti uno scatto per essere apprezzati: i tratti dell’immagine devono rappresentare in modo riconoscibile e intuitivo gli elementi di cui desideri parlare.

Ti do alcuni consigli utili per costruire una buona comunicazione visiva:

  • Rifletti su ciò che vuoi esprimere e confrontalo con i segni che la compongono (ciò vale anche per una foto che ti ritragga). Ti sembrano coerenti tra loro?
  • Cura i dettagli: soggetto, luce, colori, tratto, stile;
  • Analizza i feedback, cioè le interazioni (commenti, like, numero di views) che ricevi oppure la mancanza di questi;
  • Se riscontri una dissonanza tra ciò che vuoi esprimere e ciò viene percepito, effettua delle modifiche;
  • Chiedi un parere esperto a coloro che lavorano con la comunicazione da professionisti: ti aiuterà a comprendere le potenzialità e i limiti del tuo messaggio per migliorarlo e sentirti soddisfatt*.

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Mada Alfinito 16/11/2020

Sono Io o Sei Tu?

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Vista dall'esterno, una conversazione appare uno scambio di informazione ininterrotto. Per le persone coinvolte, invece, una discussione ha sempre un inizio (stimolo) che dà vita alla conversazione ed è responsabile di ciò che accadrà (risposta).

Nel caso in cui si perda il controllo generando un litigio, ciascuna della parti, presa dalla tensione del momento, accusa l'altra che sia stato il suo comportamento ad innescare il conflitto (trigger).

Esempio: in una coppia in cui le cause del malcontento siano al 50%, il marito ritiene di essere passivo a causa del comportamento assillante della moglie, mentre questa'ultima accusa il marito di essere assillante a causa del suo atteggiamento silenzioso e indifferente. Entrambi credono che la propria reazione esasperata sia la risposta al modo di fare dell'altro e non la causa che la determina. Chi avrà ragione?

Difficile dirlo e, soprattutto, saperlo non risolve il conflitto. Ciò che conta davvero è l'ascolto reciproco non delle parole ma degli stati d'animo che le generano. L'empatia recirpoca calma gli animi e aiuta a comprendersi con amore giungendo così alla soluzione del problema.

Di questo argomento te ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Come Disinnescare una Lite

Raccontami la tua esperienza, ti aiuterò a fare chiarezza. Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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