Comunicazione Interpersonale, Giochi Relazionali e Manipolazione

Workshop

Mada Alfinito 10/10/2017 0

        Ho tenuto questo workshop il giorno 26 novembre 2016 nuovamente presso il locale culturale Eco Bistrot di Salerno. Molte persone che hanno letto la locandina che potete vedere in alto, mi hanno domandato nei mesi scorsi se ho parlato di GIOCHI nel senso che siamo soliti attribuire a questa parola, cioè un momento ludico ricreativo.

La risposta è NO.

Per giochi relazionali non si intende assolutamente un momento di attività ludica.

        La finalità di questo workshop è stata quella di parlare di comunicazione manipolativa, ragion per cui ho deciso di integrare nel mio discorso l'analisi transazionale di Eric Berne basandomi in particolare suo libro 'Games People Play' tradotto in italiano con il titolo 'A che Gioco Giochiamo'.

     Facendo riferimento a Berne, ho illustrato il concetto di giochi relazionali, i quali non sono altro che una modalità di interazione tra due o più individui.

 

       Ho spiegato ai presenti che ogni volta che interagiamo con qualcuno abbiamo una finalità più o meno conscia di cosa vogliamo ottenere da quella persona e ogni volta che avviamo un processo comunicativo di questo tipo, stiamo iniziando un gioco relazionale. In ogni gioco relazionale ci sono delle regole tacite, cioè non espresse apertamente, ma che i partecipanti comprendono ad un livello più profondo mediante il modo che usano per comunicare. Una volta avviata l'interazione, i partecipanti possono decidere se accettare la modalità comunicativa sperimentata oppure abbandonare il gioco e/o tentare di proporre tacitamente nuove regole. Ci sono giochi (quindi interazioni comunicative) che rendono piacevole il tempo passato insieme e aumentano l'intimità, l'amicizia e la stima reciproca tra i partner, ma esistono anche giochi in cui i partecipanti provano a manipolare l'interlocutore in modo velato e subdolo.

       Questo è stato uno dei seminari in cui mi sono divertita di più perché ho proposto agli ascoltatori diversi schemi comunicativi in cui tutti noi ci imbattiamo quotidianamente e di cui non ci rendiamo conto di quanto siano manipolativi. Per me è stato divertente inscenare un certo tipo di dialoghi, mentre per i partecipanti è stato divertente ritrovarsi in quelle frasi e dialoghi vissuti inconsapevolmente e ripetutamente con amici, parenti, colleghi, partners, etc.  Oltre a tutto ciò, mi sono anche soffermata molto sui principi basilari di uno scambio comunicativo chiaro e sugli elementi di disturbo che spesso si verificano durante le interazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     Come sempre, alla fine dell'incontro i partecipanti hanno condiviso le loro esperienze e le loro perplessità con i presenti ponendo domande per avere ulteriori chiarimenti.

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Mada Alfinito 05/10/2017

Love Addiction: Bisogno d'Amore, Dipendenza, Necessità

          Il secondo incontro è stato organizzato a Salerno presso Eco Bistrot, il giorno 15 giugno 2016 ed è stato dedicato interamente alla dipendenza affettiva. Anche questa volta mi sono servita di slides ed elementi multimediali per rendere più semplice e interessante la comprensione degli argomenti trattati, i quali sono stati emotivamente forti pur essendo esposti mediante definizioni provenienti dalla psicologia e dalle neuroscienze.

           Per prima cosa, ho introdotto ai partecipanti il concetto di dipendenza affettiva iniziando dalla prima volta che il mondo della psicologia ha riconosciuto il soffrire a causa di relazioni insane un disagio emotivo importante. Ho parlato soprattutto della donna che ha richiamato l'attenzione degli psicologi per la prima volta su questo disagio psicologico, ovvero Robin Norwood, la quale ha dedicato svariati libri a questo argomento. Ella è stata la prima a definire il concetto dipendenza affettiva. Mi sono soffermata, inoltre, sui danni devastanti che procura una relazione in cui non c'è equilibrio tra quello che si dà e quello che si riceve. è emerso così il concetto di danza relazionale e abbiamo riflettuto sulle motivazioni psicologiche che conducono uomini e donne ad entrare in relazioni insane.

          Dopo aver trattato questi argomenti da un punto di vista psicologico, ho parlato ai prtecipanti della dipendenza affettiva anche da un punto di vista neurologico. Mi sono avvalsa delle neuroscienze per spiegare che i processi ossessivi e morbosi che si instaurano in certi tipi di relazione non sono soltanto il frutto di un modo distorto di concepire se stessi e di vivere la propria emotività, ma ho spiegato anche che le tutte le dipendenze si sviluppano anche ad un livello neurologico. Il nostro corpo, quindi, con i suoi meccanismi fisiologici è in grado di influenzare grandemente le nostre scelte comportamentali, e soprattutto la scelta del nostro partner. Non mi dilungo a spiegare oltre in quanto, se volete approfondire questi argomenti, potete leggere articoli inerenti alla dipendenza affettiva su questo sito. Basta cliccare sulla home page e  sulla barra laterale a destra vi comparirà un riquadro intitolato 'categorie'. Tra le categorie, cliccate su quella con scritto 'dipendenza affettiva e recupero'... e buona lettura!

         Alla fine dell'incontro i partecipanti hanno spontaneamente condiviso le loro esperienze e fatto domande sulla gestione dei propri rapporti interpersonali sciogliendo così dei dubbi riguardo le loro esperienze pregresse o attuali. è stata una serata sicuramente molto intima, in quanto abbiamo toccato argomenti emotivamente delicati, complessi e profondi e ciascuno dei partecipanti ha potuto sentirsi finalmente capito e non isolato nei suoi problemi. Molto spesso, infatti, crediamo che i nostri disagi siano casi unici, che certe situazioni disastrose capitino solo a noi e che nessun altro possa capirci. Chi ha partecipato al workshop ha invece finalmente compreso di non essere solo e che il proprio dolore non è unico al mondo ma ci sono tante altre persone con il suo stesso disagio. Ascoltare certi argomenti è servito ai presenti a chiarirsi le idee e prendere consapevolezza della propria situazione emotiva e relazionale. A chi voleva approfondire i propri disagi in maniera radicale, ho consigliato di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta in quanto, in questi casi, è davvero importante non affrontare da soli il problema. L'aiuto di un esperto  è fondamentale.

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Nota: le immagini nell'articolo sono alcune delle slides che ho mostrato durante l'incontro.

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Mada Alfinito 02/10/2017

Io chi? Il confine sottile tra autonomia e dipendenza

            L'immagine di presentazione di questo post è la locandina del workshop che ho tenuto nella città di Salerno (Campania) il giorno 14 maggio 2016 ed è stato l'evento che ha dato inizio al mio progetto: parlare con la persone aiutandole a diventare consapevoli del modo in cui vivono la relazione con se stessi e con gli altri al fine di migliorare la qualità della propria vita.

         Per inaugurare questo nuovo progetto ho scelto il locale Eco Bistrot di Salerno in quanto, oltre ad essere un ottimo ristorante, è nato con la finalità di ospitare eventi culturali di vario genere.

          L'incontro è durato all'incirca tre ore: ho dedicato le prime due all'esposizione degli argomenti e all'esercizio che i partecipanti dovevano svolgere, mentre l'ultima ora è stata dedicata alle domande dei presenti, i quali si sono mostrati molto curiosi di approfondire quanto era stato precedentemente detto e hanno condiviso spontaneamente le loro opinioni personali. Mentre parlavo ho mostrato loro delle slides, in modo tale che tutti potessero prendere nota di alcuni concetti fondamentali e anche perché ritengo che un supporto multimediale con immagini e video, se organizzato in maniera appropriata, aiuti i partecipanti a mantenere la concentrazione e ad apprezzare di più quanto viene esposto.

           Ho deciso di iniziare la serata con una citazione di Nietzsche. Riporto di seguito la prima slide del seminario:

            L'obiettivo del workshop è stato innanzitutto quello di comprendere che ogni essere umano costruisce l'opinione che ha di se stesso man mano che entra in contatto con il mondo esterno. Nel mondo circostante egli incontra, infatti, altri individui con i quali si confronta e le relazioni che instaura tutti i giorni nel corso della sua vita sono fondamentali nella formazione della sua personalità, in quanto egli ne sarà sempre influenzato nel bene e nel male. Soprattutto, le sue relazioni sono di grande importanza perché egli vede nell'altro uno specchio che gli rimanda l'immagine di se stesso. L'individuo, con il passare del tempo, si rende conto che gli altri sono un punto di riferimento per determinare il proprio valore e l'importanza del proprio posto nel mondo e questo provoca in lui delle conseguenze importanti, come per esempio diventare eccessivamente attaccato al loro giudizio perdendo così, a mano a mano, il senso della propria identità e abdicando al proprio piacere personale per soddisfare le aspettative di altri.

          L'incontro con l'altro può condizionarci al punto che quando ci si rifocalizza nuovamente su se stessi e sul proprio mondo interiore, ci si sente totalmente trasformati. Acquisire la propria identità in modo autonomo considerando gli altri una fonte di ispirazione e non di inibizione è la vera sfida di ognuno di noi. Ogni persona crea all'interno della sua mente un sistema di credenze che sono il terreno su cui formerà l'opinione che avrà di se stessa per tutta la vita e che sono anche il punto di partenza per costruire tutte le sue relazioni interpersonali. L'opinione che ognuno ha di se stesso e i valori in cui crede saranno sempre il metro di giudizio che lo stimolerà a raggiungere determinati obiettivi nella sua vita o, al contrario, quando sono disfunzionali lo inibiranno al punto di vivere una vita mediocre con poche soddisfazioni lavorative e affettive. L'esercizio svolto dai presenti è servito loro proprio per mettere a fuoco quali sono queste credenze che ciascuno aveva radicate dentro se stesso. Alla fine del workshop i partecipanti sono riusciti a capire quanto il giudizio degli altri influenzi la loro vita e che cosa implica vivere in autonomia pur essendo consapevoli che il rapporto con gli altri è qualcosa di necessario per ognuno proprio per accrescere il senso del proprio sé e maturare.

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Mada Alfinito 01/03/2021

Quando Io Incontro Te

Ciao lettori, ecco il prossimo evento online tutto per voi!

In questa occasione avrò il piacere di collaborare con la dott.ssa Alessandra Coser, psicologa, psicoterapeuta in formazione, specializzanda in analisi transazionale.

 

Ecco la descrizione dell'evento e come partecipare:

Entrare in relazione con gli altri è un’esperienza in grado di cambiare radicalmente le nostre vite. Comprendere i meccanismi che sono alla base della nostra capacità di costruire relazioni è fondamentale affinché non si incorra in dinamiche insane che, anziché portare benessere e aiutarci a fiorire, ci danneggiano.

Lo scopo della nostra diretta Instagram è quello di raccontare ai nostri ascoltatori, mediante l’utilizzo dell’analisi transazionale e di tecniche comunicative efficaci, come fare a costruire sin da subito relazioni sane e appaganti e fare luce sugli aspetti inconsci che impediscono l’armonia tra le parti e un dialogo sereno.

 

Vi aspettiamo venerdì 5 marzo alle ore 19.00 sui nostri canali Instagram:

La diretta durerà circa un’ora, al termine della quale potrete farci tutte le domande che vorrete.

Se non riesci a partecipare come fare?

La diretta resterà visibile sul mio canale anche dopo che l'evento sarà terminato.

Vi aspettiamo numerosi!

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Info e contatti:

  • alfinito.ma@gmail.com

A presto, lettori ^_^

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