Come Farti Rispettare

Mada Alfinito 05/01/2021 0

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nel post di oggi lascio la parola a Dale Carnegie[1]:

"Ogni essere umano desidera essere trattato con equità. Quando non siamo trattati nel modo giusto, dovremmo lottare per essere trattati correttamente. Non dovremmo far finta di niente o fare buon viso a cattivo gioco, come accade nella maggior parte dei casi. Per essere trattati equamente, dobbiamo esprimere chiaramente, con tatto ed efficacia,desideri, bisogni, opinioni, lamentele e altre pulsioni. Dobbiamo esprimere i nostri bisogni ma abbiamo la responsabilità di farlo in modo appropriato.

Per poterlo fare è necessario ricorrere allassertività, ovvero la capacità di parlare e agire in modo talmente naturale da suscitare attenzione e positività nell’interlocutore. L’assertività si trova a metà strada tra gli estremi di una sconsiderata aggressività e di una passività disfattista. I soggetti aggressivi sono egocentrici, avventati, ostili, arrogantemente pretenziosi e respingenti. I soggetti passivi sono deboli, sottomessi e irrispettosi delle proprie basilari esigenze. Anch’essi finiscono per allontanare tutti... tranne i soggetti aggressivi! La reazione eccessivamente passiva è quella eccessivamente aggressiva sono essenzialmente comportamenti infantili.

L’assertività rappresenta un antidoto alla paura, alla passività e alla rabbia, tutte emozioni di tipo infantile. Assertività significa sapersi esprimere, fare richieste ragionevoli, sostenere che i vostri diritti devono essere rispettati in quando siete un essere umano importante come tutti gli altri. L’assertività è la capacità di contestare l’autorità in una prospettiva positiva. È il potere di chiedere perché non soltanto per ribellarsi, ma per assumersi le responsabilità di operare in modo migliore."

E tu, sai essere assertivo? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

Note:

[1] Tratto da: Dale Carnegie, Le Cinque Qualità Essenziali, pp. 9-13, Giunti Bompiani (2019).

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Mada Alfinito 21/01/2021

Come Parlare dei Tuoi Successi

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nel mio post precedente Autocelebrazione? No, Grazie ti ho spiegato quali sono due gravi errori da evitare se non vuoi perdere credibilità agli occhi del tuo pubblico, ovvero:

  1. Proclamarti espert* di un settore di cui non sei un professionista o non hai acquisito le competenze necessarie;
  2. Parlare di te stess* con arroganza, sminuendo il valore altrui.

In questo post ti spiego come parlare dei tuoi successi in modo sano preservando la stima del tuo pubblico e dei tuoi collaboratori:

  • Parla dei risultati raggiunti in modo obiettivo. Non riportare dati e testimonianze false: presto o tardi le menzogne vengono a galla e questo comportamento ti danneggerà;
  • Se non hai ancora ottenuto risultati o riconoscimenti nel tuo campo non hai nulla di cui vergognarti: spiega apertamente alla tua audience che stai imparando quel mestiere o che desideri farlo: questo atteggiamento ti farà apparire genuin* e volenteros*;
  • Quando raggiungi un successo non fare il protagonista. Se sei arrivato a quel risultato sei stat* brav* ma se non fosse per l’esempio che hai ricevuto da altri professionisti e per il supporto delle persone che ti hanno incoraggiato non avresti ottenuto certamente quel risultato;
  • Ringrazia sempre personalmente coloro che ti hanno ispirato o supportato: dire grazie non è una forma di concessione ma un dovere che, più di tutto, ti rende credibile.

Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per raggiungere obiettivi personali e professionali mediante lo sviluppo di una buona comunicazione e delle tue risorse, per te stesso o per la tua azienda, contattami per una consulenza.

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Mada Alfinito 16/11/2020

Comunicazione Manipolativa

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Per instaurare una buona comunicazione con qualcuno non occorre soltanto trovare dei contenuti che attirino il suo interesse. Tanto più due persone hanno argomenti in comune, maggiore sarà la voglia di confrontarsi, ma questo non basta. Ottenere la stima di qualcuno, infatti, non è solo questione di contenuti, ma di modi in cui ci si pone.

La postura e i gesti con cui si accompagna il messaggio, il comportamento, il modo in cui si modula la voce, le parole dette, taciute o sottintese: tutto fa capire che tipo di relazione l'altro vuole instaurare con noi.

Esistono persone che sostengono di volere un confronto ma nascondono la volontà di prevaricare sull'altro. Sto parlando della comunicazione manipolativa. Questo tipo di persone utilizza una strategia comunicativa passivo-aggressiva ovvero, dietro un flusso di parole apparentemente cordiali, fanno trasparire accuse e offese velate ma non per questo meno aggressive. Parlando con queste persone ci si sente a disagio perché le intenzioni bellicose non dichiarate verbalmente sono rese manifeste attraverso gli elementi sopra citati, i quali vengono riconosciuti come tossici dal soggetto che li riceve grazie all'empatia. Quest'ultima è fondamentale per riconoscere i manipolatori e liberarsene: datele sempre ascolto!

Di questo argomento ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Due Esempi di Comunicazione Manipolativa

Ti è mai capitato di sentirti manipolat*? Come hai reagito? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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Mada Alfinito 16/11/2020

La Consapevolezza di un Gesto

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

L'intero modo in cui una persona si muove, parla e agisce è comunicazione. Allo stesso tempo, comprendere il significato di un comportamento è necessario affinchè un'interazione prosegua in modo efficace.

Chi veicola il messaggio, però, non sempre ha ben chiaro cosa stia dicendo e le sue motivazioni. Un atto comunicativo, infatti, può essere di cinque tipi:

  • Consapevole. Quando ci rendiamo conto del fatto che in qualche modo stiamo trasmettendo un messaggio;
  • Inconsapevole. Quando ci esprimiamo senza avere consapevolezza del valore, del significato e dell'impatto del nostro contenuto;
  • Volontario. Quando compiamo un atto comunicativo con la finalità precisa di espriemere qualcosa che crei uno stimolo e una reazione nell'altro;
  • Involontario. Quando comunichiamo in modo istintivo, senza volerlo razionalmente, magari contravvenendo alla decisione pregressa di non comunicare in una specifica situazione;
  • Sintomatico. Quando la nostra comunicazione riflette spontaneamente uno stato d'animo interiore che non riusciamo a definire esplicitamente.

In una conversazione, capire a quale di queste categorie appartiene il messaggio nostro e dell'interlocutore può aiutare ad evitare fraintendimenti e ambiguità. Nelle relazioni, infatti, è sempre presente il paradosso per cui la comunicazione serve a comprendere il comportamento, ma senza la comprensione del comportamento non ci può essere comunicazione.

Come puoi fare allora ad identificare alcuni messaggi senza cadere in errore? Poniti in ascolto di te stesso e degli altri e poi:

  • Chiedi all'interlocutore un feedback, ovvero chiedigli spiegazioni su ciò che sta comunicando che ti genera dubbi e perplessità;
  • Affidati all'empatia. Ti aiuterà a percepire, attraverso la tua innata sensibilità, quali sono le emozioni in gioco in un contesto comunicativo.

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