Colloquio di Lavoro: Come Affrontarlo?

Mada Alfinito 05/01/2021 0

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Un colloquio di lavoro può essere un punto di svolta decisivo nella propria vita. Per aumentare le tue possibilità di superare le selezioni e ottenere il lavoro che vuoi devi curare tre aspetti fondamentali:

  1. Preparazione. Andare impreparati ad un colloquio determina l’80% del suo fallimento. Prima di presentarti all’incontro, cerca informazioni che riguardino l’azienda presso cui ti sei candidato: di cosa si occupa, cosa si aspetta dalla figura professionale che sta cercando, come è nata, chi la dirige, quali sono i suoi valori e obiettivi. Queste informazioni sono la base per poter rispondere in modo chiaro e intelligente alle domande che ti verranno poste.
  2. Dress code. L’immagine ha un ruolo chiave nel fare una buona impressione ad un colloquio: scegli abiti e accessori in linea con il lavoro per cui ti sei candidat*. A questo proposito, informarti in anticipo sui valori e gli obiettivi dell’azienda ti aiuterà a scegliere l’outfit appropriato e non essere scartat* dalla selezione al primo sguardo.
  3. Comunicazione. Il modo in cui ti esprimi verbalmente e con il linguaggio del corpo determinerà l’esito del colloquio. Ecco alcuni suggerimenti infallibili:
  • Presentati articolando chiaramente il tuo nome;
  • Guarda negli occhi l’interlocutore;
  • Stringi in modo deciso la sua mano (senza stritolargliela xD);
  • Manifesta fiducia nei suoi riguardi;
  • Tieni l’espressione del viso serena;
  • Siedi in maniera corretta con la schiena in posizione eretta;
  • Non muovere nervosamente mani e piedi di continuo;
  • Rifletti prima di rispondere;
  • Parla in maniera assertiva (vedi post precedente).

Come ti sei comportato in un colloquio di lavoro? Hai mai seguito questi suggerimenti? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

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Mada Alfinito 22/10/2017

Casa è Dove si Trova il Tuo Cuore

Manuale d'istruzione per trovare casa:

1- Voltati indietro e fatti prendere dalla nostalgia;

2- Guarda al futuro e aspetta che l'ansia per la tua sussistenza ti assalga;

3- Ora, ritorna mentalmente al presente e lascia che il disagio che senti dia pessimi giudizi su quello che sei;

4- In preda all'inquietudine, prendi un atlante di geografia e non spazientirti se d'improvviso scopri quanto tu sia ignorante in materia;

5- Inizia a cercare lavoro in qualsiasi posto del mondo e sacrifica il tuo talento in nome del denaro e della produttività. I massimi esperti consigliano la modalità random, ossia casuale;

6- Quando avrai ricevuto finalmente la risposta che aspettavi, lascia tutto e VAI!

Fatto?

Complimenti! Ecco pronta la ricetta per il DISASTRO!

Nell'estate del 2016, presso il museo dell'architettura di Francoforte in Germania, all'ultimo piano c'era una piccola stanza con le pareti bianche dove erano stati esposti i plastici di una scuola. Sul muro accanto alla porta d'ingresso c'era invece un leggìo con un rotolo di carta bianca. In alto era scritto in tedesco:

"Heimat is für mich..."

che tradotto in italiano vuole dire:  "Per me, 'casa' è...".

In tedesco il termine 'Heimat' può indicare sia la patria d'origine che la casa d'origine, ma viene spesso inteso anche in senso figurato come il luogo in cui ci sente interiormente a casa.

Ho preso il pennarello e ho iniziato a pensare a cosa potesse essere per me 'casa'. Non ho avuto dubbi a riguardo e ho scritto: "Heimat is where my beloved is", che tradotto in italiano dall'inglese vuol dire: "Casa è dove si trova la persona che amo".

Poi mi sono messa a curiosare per vedere cosa avessero scritto gli altri. Sul foglio c'erano le firme di molti italiani e mi sorprese il fatto che anche molte persone provenienti da altri Paesi avevano dato risposte simili alla mia.

Ciò che mi aveva afflitto fino a quel momento per ben tre anni era il pensiero di cambiare casa. E per cambiare casa non intendevo semplicemente spostarmi da una strada ad un'altra della mia città, bensì uscire definitivamente dai confini della mia regione. Insomma, un vero e proprio espatrio supportato dai collaboratori con i quali lavoravo e da persone che mi conoscevano bene. Ma in base a quale criteri decidere il mio spostamento? La passione per una lingua? La nostalgia di persone care che vivevano oltreoceano? La necessità impellente di un lavoro che mi garantisse la possibilità di coltivare i miei talenti? L'orologio biologico che stava per battere le lancette sui 30 anni?

Non dimenticherò mai i mesi che andarono dal marzo del 2016 fino al mese di agosto dello stesso anno, quando approdai in Germania. Bella davvero la Germania e splendida la lingua tedesca e tutta l'arte che potevo ammirare e vivere. E molto cari erano anche gli amici che mi avevano ospitata in casa loro. Avrei potuto trovare casa nella splendida Monaco, in quanto stava per arrivarmi una proposta di lavoro proprio da quella città. Ma dopo Monaco, fu la volta di andare più su a Francoforte e in quel museo dichiarai finalmente a me stessa cosa volesse dire per me avere una casa vera. Dopo Francoforte salii ancora più su, a Berlino. Molte delle persone che mi conoscono avrebbero scommesso tutto l'oro del mondo sul fatto che avrei amato Berlino più di ogni altra città della Germania, ma la mia opinione finale lasciò sorpresi molti di loro. Innanziutto, ritenni che Monaco a mio avviso fosse la più bella (per motivi che non mi dilungo a spiegare, altrimenti corro il rischio di farvi addormentare davanti allo schermo), ma soprattutto a Berlino accadde ciò che per me era inaspettato. Berlino era bella e piena di musica ma nel modo in cui era strutturalmente organizzata, mi sembrava certe volte di rivedere Roma. Ma Roma non era. E per la prima volta in vita mia compresi quanto Roma fosse cento volte più bella. Sapete, una cosa che ci insegnano quando siamo piccoli è che l'Italia è bella, ma forse troppo stretta per le menti che si vogliono espandere. E io credo che in parte queste persone abbiano decisamente ragione. Ho sentito spesso gli stranieri dire che gli italiani siano infaffidabili e che i nostri governi siano i peggiori dell'Europa, ma che ciò per cui vale la pena restare è il cibo. Se le cose stanno davvero così e sei vegano, allora ti rendi conto di essere veramente nei guai perché non solo la tua mente non è libera di creare come vorresti, ma non riesci nemmeno a goderti la cucina locale che è piena di lieviti e latticini. Insomma, non si tratta più soltanto di cervelli in fuga, ma di veri e propri stomaci in fuga! Ma è solo quando sei lontano da un posto o da una persona che capisci quanto sia bella e importante. E anche l'Italia mi sembrò per la prima volta meravigliosa a confronto di tanti altri Paesi Europei, nonostante fossi stata precedentemente all'estero.

Se tornassi indietro nel tempo, ora sono certa di una cosa che farei: in quel museo cambierei la frase che ho scritto con quest'altra:

"Heimat is where your heart is"

"Casa è dove si trova il tuo cuore"

Sì perché, in un intero anno che ho girato un po' l'Italia e l'estero, ho scoperto che 'casa' non è soltanto un luogo fisico. è molto di più. Non basta avere le chiavi di un posto per dire che quella è la propria casa. Anche gli agenti di polizia penitenziaria hanno le chiavi del carcere in cui lavorano ma nessuno di loro direbbe mai che quella è casa propria. Nella vita ci sono delle priorità materiali ed economiche e questo a volte implica dover spostarsi in luoghi indesiderati. Ma trasferirsi in un determinato posto non vuol dire aver trovato davvero casa. 'Casa' oggi per me è quel posto dove ogni volta che ci torni ti senti a tuo agio, dove cammini per le strade e te ne senti parte. 'Casa' è quel posto che a volte sogni la notte e quando ti svegli senti l'impellenza di far le valigie e voler ritornare. 'Casa' sono le braccia aperte che aspettano solo che tu ritorni e che quando ti accolgono ti chiedono di restare. 'Casa' è quel posto dove sai che puoi sviluppare i tuoi talenti con entusiasmo, nonostante a volte costi qualche difficoltà. 'Casa' è il luogo dove hai lasciato un pezzo del tuo cuore e dove ricordi persone che non ci sono più. 'Casa' è quel luogo in cui ti sei ritrovato all'improvviso e dove hai incrociato quello sguardo che non dimenticherai mai più.

I ricchi miliardari ci insegnano che avere più di una casa è un lusso, ma che allo stesso tempo sia indispensabile. Quelli che non sono ricchi pensano che avere più di una casa possa essere un enorme spreco di denaro, ma ciascuno di noi è un imprenditore che posside molte case di lusso in tutto il mondo. Perché si sa che il cuore non sta mai confinato in un posto soltanto ma lascia un pezzo di sè ovunque si trovi a suo agio. E allora, forse, siamo davvero tutti multiproprietari senza dover pagare l'IMU. Non a caso Diogene di Sinope (filosofo antico) si dichiarava cittadino del mondo. E forse, ancora, tra le tante case che ciascuno di noi interiormente possiede, ne sceglie poi una vera dove passerà la maggior parte della propria vita. Perché 'casa' è anche il posto da cui scappare per la paura di prendersi delle responsabilità per poi ritornare sapendo di aver corso tanto solo per farsi riportare dagli eventi proprio lì dove tutto era inizato. E 'Casa' è ovunque, anche la Patria Celeste dove alla fine del viaggio oguno di noi lascia definitivamente le chiavi al vero padrone di casa e di quello che è stato resta soltanto un mucchio di fotografie da inserire sul catalogo dell'agenzia immobiliare dell'eternità. 

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Song: 'Home' by Depeche Mode

https://www.youtube.com/watch?v=qIUbqILri0o

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Mada Alfinito 17/11/2020

Trova il Tuo Posto nel Mondo

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

"A nessuno piace riconoscere di aver sbagliato nella scelta della propria professione, e ogni uomo remerà a lungo contro il vento e le maree prima di permettere a sé stesso di esclamare: «Mi arrendo!», e accettare con rassegnazione di essere trasportato di nuovo a riva dalla corrente" (C. Bronte, The Professor, 1857).

Ogni lavoro, purché sia onesto e dignitoso, nobilita l’uomo e gli consente di affinare le sue capacità. Moltissime persone, oggi, vivono condizioni difficili: c’è chi ha un lavoro ma lo detesta, chi non si sente adeguatamente retribuito o riconosciuto e chi desidera trovarlo ma non vi riesce a causa di fattori personali, sociali ed economici.

Qualunque sia la situazione nella quale ci troviamo, è fondamentale che ciascuno scopra quale sia la sua vocazione, ovvero quel particolare talento che, se appropriatamente sviluppato e coltivato, dona un senso di pienezza alla nostra vita. A volte la vocazione coincide con la nostra professione, altre possiamo fare ciò che amiamo solo al di fuori dell’orario di lavoro, ma ciò che davvero importa è scoprire cosa sappiamo fare come nessun altro, in quale settore possiamo fare la differenza.

Gli anni della scuola sono una buona occasione per i ragazzi di scoprire a cosa vorranno dedicarsi da adulti ma non tutti riescono a comprenderlo in quel periodo. Ad alcuni occorrono anni prima di capire per cosa sono portati e con il tempo può accadere di accorgersi di aver sbagliato strada. Quando ciò accade, tornare indietro non è possibile ma occorre iniziare a svolgere sin da subito quell’attività unica e speciale alla quale vogliamo dedicarci.

Trovare il proprio posto nel mondo è una priorità: aumenta l’autostima e il senso di autoefficacia, elementi indispensabili per la costruzione di ogni rapporto sano con noi stessi e con gli altri e genera, di conseguenza, un incredibile benessere alla nostra salute psico-fisica.

Di questo argomento ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Trova il Tuo Posto nel Mondo

E tu, hai già trovato la tua strada oppure ti stai ancora cercando? Condividi la tua esperienza! Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per una consulenza su come costruire una comunicazione efficace e raggiungere i tuoi obiettivi, contattami.

 

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Mada Alfinito 07/03/2021

Umiltà. Cosa Vuol Dire?

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nei post precedenti ti ho spiegato che esprimerti in maniera arrogante suscita negli altri antipatia facendoti perdere il sostegno della tua audience. Per parlare in modo obiettivo ed equilibrato dei tuoi risultati è necessario che tu possegga una qualità essenziale: l’umiltà.

Molte persone credono che essere umili significhi sminuire il proprio lavoro, nascondere un risultato, comunicare di non aver fatto nulla di speciale, minimizzare ciò che di buono viene affermato sul loro conto.

Questo atteggiamento è sbagliato: riconoscere di avere delle qualità e sentirsi soddisfatti per un obiettivo raggiunto non è un errore! Al contrario, denota la maturità di una persona. Essere consapevoli del proprio valore è indicatore di una buona autostima e ci rende meno competitivi con gli altri, favorendo la collaborazione e accrescendo la stima reciproca.

Vorresti sapere cos’è l’umiltà? Sfoglia il carosello che ho preparato per te.

E tu, sai valorizzarti nel modo giusto oppure ti butti giù? Se questo post ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui tuoi social preferiti. Per raggiungere obiettivi personali e professionali mediante lo sviluppo di una buona comunicazione e delle tue risorse, per te stesso o per la tua azienda, contattami per una consulenza.

Di questo argomento ne ho parlato anche su YouTube: Come Parlare dei Tuoi Successi

 

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