Casa è Dove si Trova il Tuo Cuore

Home Is Where Your Heart Is

Mada Alfinito 22/10/2017 0

Manuale d'istruzione per trovare casa:

1- Voltati indietro e fatti prendere dalla nostalgia;

2- Guarda al futuro e aspetta che l'ansia per la tua sussistenza ti assalga;

3- Ora, ritorna mentalmente al presente e lascia che il disagio che senti dia pessimi giudizi su quello che sei;

4- In preda all'inquietudine, prendi un atlante di geografia e non spazientirti se d'improvviso scopri quanto tu sia ignorante in materia;

5- Inizia a cercare lavoro in qualsiasi posto del mondo e sacrifica il tuo talento in nome del denaro e della produttività. I massimi esperti consigliano la modalità random, ossia casuale;

6- Quando avrai ricevuto finalmente la risposta che aspettavi, lascia tutto e VAI!

Fatto?

Complimenti! Ecco pronta la ricetta per il DISASTRO!

Nell'estate del 2016, presso il museo dell'architettura di Francoforte in Germania, all'ultimo piano c'era una piccola stanza con le pareti bianche dove erano stati esposti i plastici di una scuola. Sul muro accanto alla porta d'ingresso c'era invece un leggìo con un rotolo di carta bianca. In alto era scritto in tedesco:

"Heimat is für mich..."

che tradotto in italiano vuole dire:  "Per me, 'casa' è...".

In tedesco il termine 'Heimat' può indicare sia la patria d'origine che la casa d'origine, ma viene spesso inteso anche in senso figurato come il luogo in cui ci sente interiormente a casa.

Ho preso il pennarello e ho iniziato a pensare a cosa potesse essere per me 'casa'. Non ho avuto dubbi a riguardo e ho scritto: "Heimat is where my beloved is", che tradotto in italiano dall'inglese vuol dire: "Casa è dove si trova la persona che amo".

Poi mi sono messa a curiosare per vedere cosa avessero scritto gli altri. Sul foglio c'erano le firme di molti italiani e mi sorprese il fatto che anche molte persone provenienti da altri Paesi avevano dato risposte simili alla mia.

Ciò che mi aveva afflitto fino a quel momento per ben tre anni era il pensiero di cambiare casa. E per cambiare casa non intendevo semplicemente spostarmi da una strada ad un'altra della mia città, bensì uscire definitivamente dai confini della mia regione. Insomma, un vero e proprio espatrio supportato dai collaboratori con i quali lavoravo e da persone che mi conoscevano bene. Ma in base a quale criteri decidere il mio spostamento? La passione per una lingua? La nostalgia di persone care che vivevano oltreoceano? La necessità impellente di un lavoro che mi garantisse la possibilità di coltivare i miei talenti? L'orologio biologico che stava per battere le lancette sui 30 anni?

Non dimenticherò mai i mesi che andarono dal marzo del 2016 fino al mese di agosto dello stesso anno, quando approdai in Germania. Bella davvero la Germania e splendida la lingua tedesca e tutta l'arte che potevo ammirare e vivere. E molto cari erano anche gli amici che mi avevano ospitata in casa loro. Avrei potuto trovare casa nella splendida Monaco, in quanto stava per arrivarmi una proposta di lavoro proprio da quella città. Ma dopo Monaco, fu la volta di andare più su a Francoforte e in quel museo dichiarai finalmente a me stessa cosa volesse dire per me avere una casa vera. Dopo Francoforte salii ancora più su, a Berlino. Molte delle persone che mi conoscono avrebbero scommesso tutto l'oro del mondo sul fatto che avrei amato Berlino più di ogni altra città della Germania, ma la mia opinione finale lasciò sorpresi molti di loro. Innanziutto, ritenni che Monaco a mio avviso fosse la più bella (per motivi che non mi dilungo a spiegare, altrimenti corro il rischio di farvi addormentare davanti allo schermo), ma soprattutto a Berlino accadde ciò che per me era inaspettato. Berlino era bella e piena di musica ma nel modo in cui era strutturalmente organizzata, mi sembrava certe volte di rivedere Roma. Ma Roma non era. E per la prima volta in vita mia compresi quanto Roma fosse cento volte più bella. Sapete, una cosa che ci insegnano quando siamo piccoli è che l'Italia è bella, ma forse troppo stretta per le menti che si vogliono espandere. E io credo che in parte queste persone abbiano decisamente ragione. Ho sentito spesso gli stranieri dire che gli italiani siano infaffidabili e che i nostri governi siano i peggiori dell'Europa, ma che ciò per cui vale la pena restare è il cibo. Se le cose stanno davvero così e sei vegano, allora ti rendi conto di essere veramente nei guai perché non solo la tua mente non è libera di creare come vorresti, ma non riesci nemmeno a goderti la cucina locale che è piena di lieviti e latticini. Insomma, non si tratta più soltanto di cervelli in fuga, ma di veri e propri stomaci in fuga! Ma è solo quando sei lontano da un posto o da una persona che capisci quanto sia bella e importante. E anche l'Italia mi sembrò per la prima volta meravigliosa a confronto di tanti altri Paesi Europei, nonostante fossi stata precedentemente all'estero.

Se tornassi indietro nel tempo, ora sono certa di una cosa che farei: in quel museo cambierei la frase che ho scritto con quest'altra:

"Heimat is where your heart is"

"Casa è dove si trova il tuo cuore"

Sì perché, in un intero anno che ho girato un po' l'Italia e l'estero, ho scoperto che 'casa' non è soltanto un luogo fisico. è molto di più. Non basta avere le chiavi di un posto per dire che quella è la propria casa. Anche gli agenti di polizia penitenziaria hanno le chiavi del carcere in cui lavorano ma nessuno di loro direbbe mai che quella è casa propria. Nella vita ci sono delle priorità materiali ed economiche e questo a volte implica dover spostarsi in luoghi indesiderati. Ma trasferirsi in un determinato posto non vuol dire aver trovato davvero casa. 'Casa' oggi per me è quel posto dove ogni volta che ci torni ti senti a tuo agio, dove cammini per le strade e te ne senti parte. 'Casa' è quel posto che a volte sogni la notte e quando ti svegli senti l'impellenza di far le valigie e voler ritornare. 'Casa' sono le braccia aperte che aspettano solo che tu ritorni e che quando ti accolgono ti chiedono di restare. 'Casa' è quel posto dove sai che puoi sviluppare i tuoi talenti con entusiasmo, nonostante a volte costi qualche difficoltà. 'Casa' è il luogo dove hai lasciato un pezzo del tuo cuore e dove ricordi persone che non ci sono più. 'Casa' è quel luogo in cui ti sei ritrovato all'improvviso e dove hai incrociato quello sguardo che non dimenticherai mai più.

I ricchi miliardari ci insegnano che avere più di una casa è un lusso, ma che allo stesso tempo sia indispensabile. Quelli che non sono ricchi pensano che avere più di una casa possa essere un enorme spreco di denaro, ma ciascuno di noi è un imprenditore che posside molte case di lusso in tutto il mondo. Perché si sa che il cuore non sta mai confinato in un posto soltanto ma lascia un pezzo di sè ovunque si trovi a suo agio. E allora, forse, siamo davvero tutti multiproprietari senza dover pagare l'IMU. Non a caso Diogene di Sinope (filosofo antico) si dichiarava cittadino del mondo. E forse, ancora, tra le tante case che ciascuno di noi interiormente possiede, ne sceglie poi una vera dove passerà la maggior parte della propria vita. Perché 'casa' è anche il posto da cui scappare per la paura di prendersi delle responsabilità per poi ritornare sapendo di aver corso tanto solo per farsi riportare dagli eventi proprio lì dove tutto era inizato. E 'Casa' è ovunque, anche la Patria Celeste dove alla fine del viaggio oguno di noi lascia definitivamente le chiavi al vero padrone di casa e di quello che è stato resta soltanto un mucchio di fotografie da inserire sul catalogo dell'agenzia immobiliare dell'eternità. 

È vietata la riproduzione totale, parziale e il riassunto di questi contenuti senza citarne la fonte e senza richiedere la mia autorizzazione. Diritti riservati.

Song: 'Home' by Depeche Mode

https://www.youtube.com/watch?v=qIUbqILri0o

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Mada Alfinito 21/01/2018

Amare è Breve, Procastinare è Lungo

 

Ricordate la scena del lungometraggio d'animazione Alice nel Paese delle Meraviglie (1951) della Walt Disney in cui un buffo coniglio bianco col panciotto e un orologio corre disperato? Eccola qui: https://www.youtube.com/watch?v=pvmnB2pg3TQ

Nel doppiaggio italiano il Bianconiglio, in preda al panico per il ritardo, esclama ripetutamente come un mantra: "è tadi! è tardi! è tardi!"

Diamo invece un'occhiata a cosa viene effettivamente detto dal Bianconiglio nella versione originale della storia, ovvero nel libro Alice's Adventures in Wonderland (1865) di Lewis Carrol. L'autore fa usare al suo frettoloso personaggio questa espressione:

"Oh dear! Oh dear! I shall be too late!"

Notate nulla di particolare?

In italiano, questa frase viene di solito tradotta letteralmente con:

"Ohimè! Ohimè! Ho fatto tardi!"

Ad un primo sguardo, questa traduzione sembra essere corretta. In realtà, benché essa sia giusta, non comunica al lettore il vero senso della frase e questo non per mancanza di abilità del traduttore, bensì a causa della lingua italiana che in questa circostanza presenta un limite che non ci permette di intedere pienamente cosa intendesse Carrol con quella esclamazione.

Focalizziamoci brevememte sulla grammatica inglese (vi prometto che non ci metteremo molto!):

In questa lingua, particelle come 'shall' e 'will' sono entrambe verbi modali usati per esprimere un'azione che si svolgerà nel futuro.

La differenza sostanziale tra le due sta nel fatto che will è utilizzata per dichiarare che un'azione si svolgerà con certezza. Nel caso del Bianconiglio, se la frase fosse stata 'I will be too late', noi avremmo inteso che lui farà certamente tardi e che la sua ansia sia dovuta esclusivamente al fatto che ormai si sono verificate tutte le condizioni perché arrivi in ritardo nel luogo in cui è diretto.

Ma Carrol, nel suo libro, ha preferito usare shall ed è quì che il discorso cambia. Questa particella viene usata dagli inglesi come una esortazione. Nella sua esclamazione, il Bianconiglio non sta semplicemente esprimendo la certezza che farà tardi. Con quella parolina-shall-sta comunicando emozioni forti come ansia, paura, angoscia, allerta. Il fatto che lui farà tardi non è più soltanto una certezza, un mero imprevisto finito per errore sulla sua tabella di marcia. Il Bianconiglio sta comunicando a noi, a tutti, che muoversi è necessario. Shall è un'esortazione molto più che una certezza. L'urgenza di far presto è un bisogno impellente e non soltanto l'esclamazione nevrotica di chi, come molti, è sempre in ritardo ai suoi appuntamenti; è un appello universale a non farci scivolare il tempo dalle mani.

Ma cosa c'entra questo con l'amore?

In realtà c'entra perché oggi vi parlo del problema del procastinare.

Questo verbo deriva dal latino 'procastinàre' composto da 'pro', cioè avanti e 'crastinus' che è aggettivo di 'cras', ovvero domani con in aggiunta la desinenza 'tinus'. Letteralmente, procastinare significa rimandare a domani.

E fin quì niente di nuovo per nessuno, in quanto procastinare è un atto che tutti noi svolgiamo frequentemente. A chi non capita nella vita di tutti i giorni di dover fare delle semplici e banali attività che, a causa della nostra pigrizia o della noia, ci mandano in crisi al solo pensiero di doverci muovere in quella direzione? Procastinare però quasi mai è un bene perché, a furia di rimandare sempre tutto, l'effetto collaterale è di aggiungere stress su stress alla nostra psiche la quale, essendo consapevole che affrontare un certo compito sia necessario, viene fagocitata dall'ansia. Essa si ritrova così a focalizzarsi su un unico elemento, il quale diventa un punto fisso che ruba tutta la nostra attenzione facendoci disperdere energie a discapito di altre cose importanti. Inoltre, rimandare il da farsi a volte può metterci in difficoltà non indifferenti: a chi non è capitato di avere una scadenza, come ad esempio un lavoro o una bolletta da pagare, e non avendolo fatto prima per futili motivi si è ritrovato con una forte carica di agitazione a causa della paura di non farcela in tempo? Lo sanno bene soprattutto coloro che hanno fatto del lo-farò-domani un vero e proprio stile di vita (tranquilli, non mi sto riferendo al lo-farò-domani del mettersi a dieta!) al punto che devono rivolgersi ad un esperto che li aiuti sia nella gestione del loro tempo, sia a capire il perché di certi comportamenti che non riescono più a controllare.

Procastinare, però, non smette mai di stupirci per le sue sorprendenti implicazioni, nemmeno in amore: l'abilità di rimandare ad un domani difficilmente collocabile nei calendari dei prossimi 5 anni un'azione di vita quotidiana può arrivare a coinvolgere anche la sfera emotiva. Nel mezzo del cammin di nostra, spesso rocambolesca, vita sentimentale alla ricerca dell'anima gemella, capita frequentemente di incontrare quelli e quelle che potremmo definire gli eterni indecisi dell'amore. Queste persone, che mettono a tacere ogni dibattito sessista di genere perché sono rappresentanti di un fenomeno che vede coinvolti senza discriminazione sia uomini che donne nel ruolo di grandi protagonisti, coltivano da tempo immemore la sublime arte del non decidere mai niente, soprattutto in amore.

Nei miei precedenti articoli vi ho parlato dei grandi campioni del salto in alto dell'amore, i quali balzano da un partner all'altro non appena fiutano che la situazione potrebbe diventare per loro emotivamente ingestibile. Ma cosa dire dei grandi maratoneti sentimentali che puntualmente, non appena c'è da prendere una decisione oppure fare un semplice passo in avanti in una conoscenza o in una relazione, fuggono impietriti a gambe levate? Questi individui che spesso sono visti dall'opinione comune come dei mostri frigidi e insensibili sono in realtà così pieni di ansie e di paure che farebbero diventare il Bianconglio pallido e ansioso più di quel che già è.

Questi campioni della corsa, che io chiamo procastinatori dell'amore, si trovano frequentemente di fronte ai grandi dilemmi che la matrigna natura Leopardiana gli pone costantemente innanzi. Per loro, la vita sembra essere un grande bluff, una presa in giro, in quanto si trovano di continuo di fronte a scelte troppo radicali per la loro indole insicura. Lo lascio o non lo lascio? Scelgo l'altra o la mia partner? Inizio una relazione con una persona che mi piace oppure la chiudo ancor prima di iniziare? Mi dichiaro a quella persona o fingo di essergli amico? Devo baciarla o mi rifiuterà? Potremmo andare avanti all'infinito nell'elencare tutte le possibili situazioni in cui un uomo o una donna si trovano enormemene in difficoltà perché non sanno cosa fare.

La soluzione migliore per tutte le persone coinvolte in una situazione del genere è nuovamente solo e soltanto una: attendere. Ancora una volta, un po' di sana sincerità con se stessi e un po' di riflessione unite ad un ascolto dei propri sentimenti più profondi può essere di grande aiuto per tirarci fuori dai guai.

Il problema è quando un soggetto, anziché prendersi del tempo costruttivo per capire quale sia la cosa che desidera davvero, mette la relazione in stand-by. Lo stand-by non è semplicemente una pausa:  è un seppellire sotto la sabbia una situazione mascherandola con il fasullo nome di riflessione. Detto in maniera più concisa, mettere una persona in stand-by è:

-Tenere un piede in due scarpe. Non sempre coloro che rimandano una decisione si allontanano del tutto chiudendo per un tempo indefinito la comunicazione con l'altro. Molto più spesso, questi soggetti continuano a stare nella relazione dandovi però uno scarso contributo. Anziché decidere con maturità di distaccarsi del tutto, anche solo temporanemante per chiarisi le idee, essi continuano a stare con il partner assicurandosi così che l'altro non lo lasci (infliggendogli così anche la pena di subire una relazione non appagante). In questo modo i procastinatori non dovranno avere paura di rimanere soli perché qualunque cosa facciano hanno posto il partner in condizione di essere a loro disposizione senza fare assolutamente nulla per lui/lei;

-Una via di fuga. Molto spesso, per evitare di affrontare un argomento scottante, certe persone abbandonano di punto in bianco il campo senza dare alcuna spiegazione all'altro. Nella loro testa, queste persone sono convinte che un giorno decideranno qualcosa ma, proprio come l'arrivo dell'Apocalisse, a nessuno è dato sapere né il come, né il quando. Di conseguenza, questo modo di fare è anche

-Una mancanza di rispetto. Nessuno merita di essere tratatto con freddezza e indifferenza dopo che ha dato il suo contributo al rapporto in modo pulito e sincero;

-Un atteggiamento narcisistico. Coloro che prendono la via della fuga senza comunicare all'altro sentimenti e motivazioni sono costantemente concentrati su loro stessi. Ciò che conta è sempre e soltanto il loro dolore, la loro insicurezza, la loro mancanza di serenità, la loro indecisone, i loro dubbi, i loro sentimenti fregandosene altamente del fatto che forse anche l'altro ha dei sentimenti che possono venire feriti e dei bisogni. Nessuno può imporre a questi poveri cuccioli impauriti che debbano fare per forza qualcosa che non vogliono, ma curarsi solo di ciò che fa bene a loro stessi (cioè fuggire per non affrontare la situazione) ferendo consapevolmente l'altro è come guardarsi in uno specchio e rimanere imbambolati a fissarsi per ore come narcotizzati;

-è decisamente poco sexy, sia per gli uomnii che per le donne. I grandi amatori che si ritirano silenziosamente dalle scene credendo che il loro fascino rimarrà così inalterato nelle sublimi fantasie della persona da cui si allontanano si sbagliano perché, in realtà, non c'è niente al mondo di così poco femminile o virile che vedere una persona incapace di assumersi delle responsabilità nei confronti del proprio partner. è sempre meglio che un rapporto termini dopo averci provato e mostrato tutto il meglio e il peggio di se stessi piuttosto che giunga ad una fine senza chiarimenti generando rancori e distruggendo quella che sarebbe potuta restare un'amicizia o almeno una bella forma di convivenza civile;

-Non porta all'innamoramento, al contrario fa disinnamorare. Il mito che chi si allontana induce l'altro a desiderarlo ancora di più è ingannevole e ancora troppo radicato nel pensiero comune. Inizialmente, è vero che la tensione spinge il partner a provare ancora più desiderio e trasporto per chi nella coppia si tira misteriosamente indietro o sta con un piede dentro e uno fuori dalla relazione.  Ma stare con un partner che un giorno c'è e l'altro non si sa, se all'inizio genera voglia di recuparare il rapporto, con il tempo anche l'innamorato più paziente della Terra si stancherà e questo non accade per mancanza d'amore ma perchè nessuno vuole essere uno zerbino per sempre. Tutti abbiamo voglia di un partner che stia con noi completamente, senza nasconderci dubbi o perplessità e per ogni uomo o donna che ci lascia o che sta con noi senza darci il 100% che meritiamo ce ne sono molti altri là fuori pronti ad amarci per quello che siamo e a darci quello di cui abbiamo bisogno per sentirci emotivamente appagati. Come si dice: tutti sono utili e nessuno è indispensabile ma i procastinatori d'amore, troppo presi a pensare ai grandi dilemmi della loro vita, non lo hanno ancora capito;

-Denota una grande paura. Coloro che rimandano sempre il momento in cui faranno quel messaggio o quella telefonata per dire all'altro cosa passa loro per la testa in realtà sono terrorizzati dalla conseguenza delle loro azioni. Sia che agire li porti ad un beneficio come trovare finalmente la persona giusta o dire addio ad una con cui le cose ormai non vanno bene da troppo tempo, sia che debbano fare un'ammisisone di colpa per un loro comportamento, ne sono terrorizzati. La tristezza fa loro paura, ma ciò che fa loro ancora più paura è essere felici.

E quindi, cosa fare in quesi casi?

Innanziutto, se una persona si tira indietro senza spiegazioni, cambia repentinamente idea su di noi, trascura delle cose importanti per noi o ci fa capire di avere dei blocchi nei nostri riguardi è bene chiedere un confronto per capire e cercare di chiarirsi. Se questo confronto viene negato oppure, come in molti casi accade, ci vengono raccontate solo un mucchio di balle allora è bene prendere le distanze. Ma questo non basta perché certi atteggiamenti feriscono e spesso non si sa come reagire.

è necessario allora rendersi conto che il problema non è la persona che viene allontanata senza un motivo valido, ma chi la allontana. Non è colpa vostra se una persona a cui state dedicando la vostra attenzione con amore e rispetto decide di rinchiudervi in un limbo dove voi siete indotti ad attendere quando lui o lei, forse, si degneranno di decidere cosa fare del vostro rapporto, che sia amicizia o che sia amore. Non siete voi che non siete amabili, sono queste persone che non sanno come ci si comporta quando si ama. Gli eterni indecisi sono persone piene di paure e drammi personali radicati indietro nel tempo ma così come non spetta a voi salvarli o aiutarli, nemmeno a loro spetta usarvi come il bidone della spazzatura delle loro frustrazioni emotive. Sì, perché tirarsi indietro lasciando un altro senza risposte, senza parole e senza possibilità di parlarne è un modo di scaricargli addosso le proprie scorie interiori tossiche, è un modo subdolo e disonesto di far sentire inadeguata una persona che invece è meravigliosa soltanto perché è lui o lei che si sente inadeguato/a e non sa come affrontarvi.

Nei libri che sono attualmente in commercio che trattano di disagi emotivi e sociali, non si fa altro che tentare di spiegare il perché certe persone agiscano in un certo modo, perché si comportino da vigliacchi o da stronzi, quali sono i grandi traumi che potrebbero aver subito quando succhiavano il latte dal biberon ma questi libri, seppure utili e fondamentali anche per quelli che hanno bisogno di capire certi meccanismi al fine di difendersi da chi potrebbe fargli del male, non devono mai essere usati per giustificare i comportamenti di coloro che calpestano la nostra persona senza rispetto.

Diventare uomini e donne veri significa impare a convivere con i propri drammi interiori e la vera grandezza di un uomo o di una donna sta nell'imparare a soffire lasciando intatta la propria dignità e quella dell'altro e senza vergognarsi di dimostrarsi vulnerabili.

Il Bianconiglio di Carrol aveva capito una cosa fondamentale: nella vita ci sono situazioni in cui è inevitabile arrivare in ritardo ad un appuntamento. A volte, nessuno può evitare che certi ostacoli si verifichino lungo il cammino. Ma si può affrontare una scelta in due modi: essere consapevoli che forse si arriverà tardi perché si hanno dei limiti, sentirsi troppo imbecilli per poter dare di più a qualcuno e decidere di scappare lontano anche da se stessi oppure si può scegliere di agire come il Bianconiglio, che pur consapevole di avere dei limiti che lo porteranno inevitabilmente a far tardi, non manca di presentarsi all'appuntamento perché far presto è un imperativo, è l'esortazione della nostra coscienza ad essere presenti a noi stessi. Fuggire ci priva della possibilità di vivere esperienze profonde che possono cambiare radicalmente, e spesso in meglio, una vita che troppe volte ci sembra priva di possibilità.

Se "amare è breve" e "dimenticare è lungo" (Pablo Neruda), ancora più lungo e dannoso è procastinare perché di quell'amore che una volta esisteva non ne rimane nulla, nemmeno il felice ricordo.

 

 

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Mada Alfinito 13/10/2020

Raggiungere Obiettivi

Questo che state per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Uno dei motivi per cui solitamente scegliamo di dedicarci al raggiungimento di un obiettivo è il fatto che ci sentiamo in sintonia con ciò che desideriamo e crediamo di avere le potenzialità giuste per poter ottenere ciò che vogliamo.

Lavorare ad un obiettivo, però, ci pone spesso davanti alla drammatica esperienza di renderci conto che quel risultato potrebbe non essere alla nostra portata. La nostra capacità, infatti, sembra non bastare per ottenere la vittoria sperata.

Per raggiungere un risultato non basta volerlo solo con le parole. Occorre sempre e soprattutto:

  • Talento. La capacità innata di essere portati per una determinata attività;
  • Prontezza nell’azione. Essere solerti nello sviluppare il proprio talento e cogliere al volo nuove opportunità uscendo dalla zona di comfort;
  • Capacità di gestire le frustrazioni. Essere in grado di affrontare i naturali momenti di scoraggiamento che fanno parte del percorso verso la riuscita;
  • Pazienza. Tollerare le proprie lacune e gli imprevisti;
  • Impegno. Dare il massimo nello svolgimento dell’attività;
  • Dedizione. Lavorare ogni giorno per l’obiettivo anteponendolo alle distrazioni e alla tentazione di fermarsi;
  • Apprendimento. Continuare a studiare e ad imparare per essere sempre più competenti, competitivi, efficienti ed aggiornati nel proprio settore.

Per ottenere ciò che vuoi, avere il potenziale giusto non basta; devi costruirlo giorno dopo giorno. E se con il tempo ti rendi conto che quella strada non fa per te, non incaponirti a proseguire nella direzione sbagliata ma dedicati a qualcosa che sia adatto alle tue capacità. Solo allora i tuoi sforzi e l’impegno saranno premiati.

Di questo argomento ne parlo in maniera approfondita su YouTube: Come Raggiungere un Obiettivo

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Mada Alfinito 10/03/2021

Con Chi Confidarti?

Questo che stai per leggere di seguito non è un articolo ma un post che ho pubblicato sulle mie pagine social e che riporto anche qui, sul sito, per agevolare ai lettori la consultazione del materiale che pubblico.

Nelle circostanze critiche ci rendiamo conto che ci mancano degli strumenti fondamentali per affrontare e superare un problema.

È questo il momento in cui cerchiamo un appoggio: qualcuno che possa non solo capirci ma anche darci una risposta per muovere i primi passi verso la risoluzione del problema. Rivolgerti alla persona giusta può davvero migliorare la qualità della tua vita, ma se ti rivolgi a persone che non sono in linea con ciò di cui hai bisogno, rischi di ricevere un consiglio che ti porterà clamorosamente fuori strada, peggiorando la tua situazione.

Come fare a capire chi è la persona giusta a cui rivolgerti per un consiglio? Quali caratteristiche dovrebbe avere il tuo problem solver ideale? Sfoglia il carosello per scoprirlo.

Ti piace questo argomento? Ne ho parlato anche in un video YouTube: Con Chi Confidarti? Tre Suggerimenti

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